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San Biagio: a cui dobbiamo la tradizione di non “finire mai il panettone”

C’è una particolare curiosità che lega San Biagio, di cui oggi festeggiamo la memoria liturgica, e il panettone avanzato dalle festività natalizie.

(photo websource)

Secondo le fonti più attendibili, a Milano il panettone, anche e soprattutto quello avanzato, non si buttava mai. Il motivo? La tradizione vuole che il tutto venga consumato alla festa di San Biagio. Per l’appunto, il panettone di San Biagio, quello che avanza dalle festività si finisce di mangiare proprio alla data del 2 febbraio, giorno in cui si celebra la memoria liturgica del Santo. Al Santo Vescovo è inoltre legata un’altra tradizione, che ha a che fare con la gola, o meglio, con un miracolo legato alla gola.

San Biagio e il miracolo della gola

Il riferimento è al cosiddetto “rito della gola”. Secondo la tradizione, infatti, nel giorno della sua festa si effettua questa importante benedizione. Questa viene fatta poggiandovi due candele incrociate. A volte questo rito si effettua anche tramite unzione, con l’olio benedetto, invocando l’intercessione del Santo. A cosa è legato questo importante rito? La risposta si trova in un episodio miracoloso: il Vescovo Biagio avrebbe miracolosamente liberato un bambino da una spina conficcata nella sua gola.

Il Santo nelle fonti

Le più importanti fonti riguardanti il Santo fanno riferimento al suo operato come Vescovo della comunità di Sebaste d’Armenia e, principalmente, alla sua morte, avvenuta per martirio. Vissuto nel IV secolo, San Biagio morì martire intorno all’anno 316, dopo il periodo di persecuzioni. Il motivo per cui morì martire a persecuzioni finite non è molto chiaro. Sembra infatti che il tutto sia dovuto a un dissidio tra due imperatori, che erano anche cognati, intorno al 314. Costantino fece strangolare Licinio a Tessalonica (Salonicco) Questo conflitto provocò una serie di persecuzioni, tra cui sembra esser collocata la morte del Santo Vescovo. Una delle fonti più illustri a raccontarci le vicende storiche di San Biagio è rappresentata da Eusebio di Cesarea.

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Culto

Il corpo di San Biagio è custodito nella sua cattedrale di Sebaste. Intorno all’anno 732, alcuni resti del suo corpo furono presi e portati in viaggio verso Roma. Ma, da quanto si apprende, una brutta tempeste fermò il loro viaggio a Maratea, presso Potenza. Qui, i fedeli hanno accolto le reliquie del Santo all’interno di una Chiesetta, oggi Basilica, nell’altura chiamata ora Monte San Biagio. La Chiesa Cattolica festeggia la sua memoria liturgica il 2 febbraio.

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Fabio Amicosante

 

 

Fabio Amicosante

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Fabio Amicosante

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