San Benedetto Biscop: maestro di San Beda il Venerabile

Oggi celebriamo San Benedetto Biscop, le cui lodi sono stese nella celebre fonte anglosassone Vita quinque sanctorum abbatum, realizzata dall’illustre Beda il Venerabile.

San Benedetto Biscop
San Benedetto Biscop (photo websource)

San Benedetto Biscop rappresenta una delle più importanti figure della cristianità del nord Europa. Sappiamo che visse a Wearmouth, in Northumbria, nell’odierna Inghilterra. Dal punto di vista cronologico, invece, sappiamo che visse ai tempi del Santo Beda il Venerabile. Le fonti più illustri ci dicono, tra l’altro, che è stato duo maestro. Infatti, il monaco e autore della Storia ecclesiastica degli Angli, fu affidato al maestro Benedetto all’età di sette anni.

San Benedetto Biscop: “Benedetto per grazia e di nome”

San Beda parla del suo maestro nella “Vita quinque sanctorum abbatum, una delle sue opere più importanti. Usufruendo di un caratteristico gioco di parole, usando quindi le stesse che Gregorio usò per San Benedetto da Norcia, Beda scrisse che il Santo era “Benedetto per grazia e di nome”.

La vita in Cristo

Sappiamo del Santo che rinunciò a diversi favori offertigli dal re anglosassone Oswiu. La scelta non fu casuale. Il Santo, infatti, all’età di venticinque anni, aveva già deciso quale sarebbe stata la sua strada terrena: la vita in Cristo. Servendo l’unico vero Re, il Santo si apriva le porte del Regno Celeste. Era il 653 quando San Benedetto Biscop intraprese il primo dei suoi viaggi a Roma. Anche la scelta della meta non è casuale. Il Santo intraprese ben sei viaggi nella capitale per dimostrare tutta la sua devozione nei confronti dei Santi Pietro e Paolo.

San Benedetto e la Chiesa di Roma

Durante il suo secondo viaggio a Roma, il Santo si trattenne per circa due anni a Lerino. Durante i suoi viaggi, infatti, San Benedetto era solito fermarsi in determinati punti per pregare o per assumere i diversi stili di vita della vita cenobitica del tempo. Inoltre, sappiamo che il Santo era solito raccogliere numerosi libri, oggetti sacri, reliquie dei Santi e tutti gli oggetti che potessero in qualche modo favorire il culto in sintonia con la Chiesa di Roma. Il Santo morì all’età di sessantadue anni, il 12 gennaio del 690. La Chiesa Cattolica festeggia la sua memoria liturgica nel suo dies natalis.

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Fabio Amicosante

 

 

 

 

 

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