Santa Veronica Giuliani e il dolce dei poveri: la ricetta segreta che nutriva l’anima

Santa Veronica Giuliani che trasformò una specialità del monastero in un dono per i meno abbienti: la storia e la preparazione della “pasta delle monache”.

santa veronica e, in alto, il suo dolce

Oggi, 9 luglio, si ricorda Santa Veronica Giuliani, mistica straordinaria che visse a cavallo tra XVII e XVIII secolo.

Conosciuta dai lunghi scritti raccolti e pubblicati con il titolo di Tesoro nascosto in 10 volumi in cui trascrisse le sue esperienze mistiche seguendo l’ordine datole dal suo direttore spirituale, fu una personalità di notevole spessore religioso.

Nata a Mercatello sul Metauro ebbe fin da piccola visioni e locuzioni interiori e successivamente nel corso della sua vita ricevette anche le Stimmate.

Da ragazza entrò nel monastero delle cappuccine di Città di Castello dove visse per più di cinquant’anni e oltre a diventarne la badessa svolse molte altre attività.

Il dolce a quadrotti: come un’intuizione in cucina divenne un dono per i poveri

In monastero Santa Veronica era maestra delle novizie, si occupava dell’infermeria e tra le varie occupazioni aveva anche la mansione di cuoca. Si racconta che tra le varie pietanze Santa Veronica preparava buonissimi dolci e fra questi ce n’era uno in particolare che era chiamato “pasta delle monache”.

santa veronica giuliani
lalucedimaria.it (photo: editrice shalom)

Veniva realizzato all’interno del suo monastero da lei e dalle altre monache ed era fatto appositamente per esser venduto. Le persone povere però non potevano permettersi di comprarlo e per questo non riuscivano ad usufruirne. Ma dall’ardente carità che animava i pensieri e le azioni di Santa Veronica ebbe in mente un’idea.

Un giorno decise di suddividere il dolce in tanti quadrati in modo da non poter più essere venduto ma così ridotto in porzioni poteva semplicemente venire offerto a coloro che non avevano i soldi per acquistarlo.

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La ricetta della “pasta delle monache”: ingredienti e preparazione passo dopo passo

Anche se la ricetta originale si è persa nel corso dei secoli, questo dolce somiglia moltissimo al bostrengo marchigiano, di cui ricorda sia la forma sia la consistenza.

Si tratta di una sorta di cibo di recupero, un dolce a base di riso e farina gialle e bianca, e oltre al pane raffermo il tutto è amalgamato a fichi secchi, noci e uvetta insieme ad un’aromatizzazione fruttata di arancia e mela.

Ha una consistenza molto umida e una profumazione intensa e come accade per molti cibi popolari ne esistono tante varianti tutte però più o meno simili.

È un dolce che si realizza molto facilmente con tanti ingredienti che magari avanzano da altre preparazioni e ci si ritrova in casa, per recuperare e usare tutto con creatività.

Si adatta bene ad esser mangiato fin dalla colazione, perfetto a merenda e accompagnato da un liquore dolce può essere anche un ottimo dessert di fine pasto. Ecco la ricetta con cui rendere omaggio a questa grande Santa.

Ingredienti

  • 400 gr di farina 00
  • 200 gr di farina di mais
  • 100 gr di riso
  • 100 gr di zucchero
  • 100 gr di pane raffermo
  • 100 gr di fichi secchi
  • 100 gr di uva sultanina
  • 100 gr di noci
  • 1 mela
  • 1 arancia
  • 2 uova
  • 500 ml di latte
  • 1 bustina di vanillina

Procedimento

Per cominciare, innanzitutto cuocere il riso nel latte insieme alla vanillina in modo da aromatizzarlo. Poi scolare il riso mantenendo il latte e versarvi il pane raffermo per ammorbidirlo.

A parte, tritare le noci e i fichi in maniera grossolana. Tagliare la mela a fette e la scorza dell’arancia in strisce sottili.

Quindi mescolare le due farine insieme allo zucchero e alla frutta secca. Poi aggiungere gli altri ingredienti: il riso, il pane dopo averlo strizzato bene, la mela, la a scorza d’arancia e infine anche le uova dopo averle sbattute. Mescolare bene per amalgamare il tutto.

A questo punto versare il composto in uno stampo rettangolare e cuocere in forno statico a 180° per 1 ora.

Dopo averlo sfornato lasciare che si raffreddi completamente, cospargerlo con un’abbondante spolverata di zucchero a velo e tagliarlo a quadrotti.