In questo tempo di Coronavirus, don Fabio Rosini ci da una straordinaria chiave di lettura di questa Quaresima nell’omelia su Lazzaro, morto e risorto.
Ed è il giusto pretesto per spiegare il significato della Pasqua che stiamo aspettando di celebrare (anche se da casa), ossia la resurrezione che anche noi attendiamo come Lazzaro.
In questo momento, in cui stiamo rimanendo forzatamente nelle nostre casa e vivendo una Quaresima -a dir poco- particolare, l’argomento è quanto mai reale. “La Pasqua non ha i nostri tempi”, dice don Fabio Rosini, ma significa lasciarci salvare dal Signore. Tutti noi aspettiamo di essere liberati, salvati, da questa anomala e surreale situazione, a cui la pandemia ci costringe.
Ci preoccupa il dilagare del contagio; ci impietosisce la sorte di chi ha già perso la vita; ci commuove l’impegno dei medici, impegnati in prima linea; dei politici che cercano di proporci le giuste direttive.
Gesù giunge tardi a salvare Lazzaro, lascia passare del tempo. Arriva dall’amico quando è chiuso nel sepolcro, già da quattro giorni. Eppure, lui chiede che venga aperto, perché non ha timore di sentire l’odore della morte! Allo stesso modo, viene da noi, che lo preghiamo di raggiungerci, e, senza alcun ribrezzo, tocca la “bruttura” della nostra condizione umana e ci salva: toglie la pietra dal sepolcro in cui ci siamo messi!
Siamo tutti come Lazzaro, dice don Fabio Rosini, tutti chiusi dentro il sepolcro delle nostre case, ma Cristo ci fa “uscire dal buio del nostro cuore”, se ci appoggiamo alla sua Parola che ci invita a venire fuori.
Antonella Sanicanti
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