Una prigionia di sette lunghi anni e poi l’inaspettato finale

Era tra le vittime del violento rapimento da parte dei terroristi di Boko Haram compiuto nel 2014. Mancano ancora 112 ragazze. 

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Sette anni fa sono state rapite in Nigeria centinaia di studentesse, di cui si sono presto perse le tracce. In alcuni casi, però, la speranza ha dato frutti positivi. In altri la sofferenza sembra senza fine. Già nel maggio del 2017, 82 delle 276 ragazze rapite a Chibok tre anni prima sono state rilasciate. Ora il miracolo ritorna, e le testimonianze delle ragazze sono fortemente commoventi, testimoniando la durezza della persecuzione messa in atto dalle forze terroristiche.

I commoventi racconti delle liberazioni

Tra queste, c’è quella di Halima, che è stata felicemente ritrovata dai militari nigeriani, come accaduto anche a sua sorella nel 2016. Il racconti della liberazione segnano profondamente nel cuore di chi ne viene a conoscenza. La ragazza, alla vista dei militari, è scoppiata a piangere.

Da sette anni non vedeva i suoi genitori, e ha cominciato a chiedere se tra i suoi liberatori ci fosse suo padre. Dopodiché è riuscita a raggiungere la sua vera famiglia soltanto alcuni giorni dopo, quando ha trovato l’intero villaggio in festa per il suo arrivo.

La gioia dei familiari che l’hanno accolta in festa

Il vero padre, interpellato dai media americani, è scoppiato di gioia. “Siamo così felici, la nostra casa è colma di persone che gioiscono con noi”. Soltanto un piccolo gruppo delle 276 ragazze rapite a Chibok è riuscita a fuggire dai jihadisti attraverso la boscaglia, approfittando di una distrazione dell’esercito di terroristi.

I racconti delle loro catture, tuttavia, fanno rabbrividire. I terroristi sono entrati nelle loro abitazioni vestiti da soldati, le hanno caricate su di un groppo camion e trasportate nella foresta.

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Il dramma che emerge dai racconti della cattura

Le giovani piangevano a dirotto, non aveva niente, chiedevano la possibilità di portare con sé alcuni vestiti. Non è stato loro concesso. “Non avremmo mai pensato di rivederla”, ha commentato il fratello. Tuttavia, in questi anni non hanno mai smesso di piangere per lei, e di attendere il suo ritorno, nonostante la disperazione.

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Ad oggi di quel violento rapimento mancano ancora 112 ragazze, ma sono molte le realtà similari prodotte dai terroristi di Boko Haram nella regione. In particolare nelle scuole, prese di mira dai miliziani e dove sono migliaia le ragazze rapite, molte delle quali purtroppo di cui non si ha più notizia.

L’ultimo di questi terribili sequestri è avvenuto lo scorso dicembre, a Kankara nello stato nord-occidentale di Katsina, dove sono 334 i ragazzi e le ragazze rapite, poi fortunatamente liberate dopo le trattative con le autorità. A dimostrazione che la pandemia non ha fermato il terrorismo, più vivo che mai.

Giovanni Bernardi

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