Pandemia: cresce il malessere psicologico tra la gente ma esiste il rimedio

Le società occidentali sono purtroppo segnate da un diffuso livello di uso di psicofarmaci, cresciuto in questo tempo difficile.

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Questo per via del fatto che in un numero percentuale ogni anno sempre più elevato della popolazione si riscontrano comunemente stati psicologici e mentali molto negativi. Ansia, apprensione, agitazione, angoscia, insonnia, panico.

Le cause del disagio crescente nelle società occidentali

Tutto ciò per molte ragioni. Tra queste, una vita caratterizzata da ritmi sempre più frenetici sul lavoro, aspettative di vita e soprattutto sociali sempre più alte, desideri illusori, effimeri, non necessari che premono sulla coscienza sociale determinata dall’immaginario che fa capo alla pubblicità, al marketing, agli status symbol in evoluzione.

Con l’arrivo della pandemia tuttavia questi aspetti di stress sono letteralmente esplosi. L’aumento nella popolazione del senso di ansia e di paura è infatti letteralmente schizzato verso l’alto, a causa del senso di incertezza e delle tragiche conseguenze derivanti dal Covid-19. In particolare, quelle sociali ed economiche, ma anche direttamente collegato alla condizione di isolamento che si è avuta nel periodo più duro della pandemia, ovvero il periodo di lockdown.

Gli stati d’animo negativi che crescono con la pandemia

Pensieri di stress, di agitazione, desiderio di ribellione sono cresciuti in maniera esponenziale con l’isolamento forzato, vissuto come una sorta di “carcerazione”. Una condizione sotto molti aspetti anche comprensibile, per via delle difficoltà sopravvenute che sono nei fatti. Ma che diventa del tutto poco auspicabile se si collega a un’assunzione massiccia o eccessiva di rimedi di natura psicologica o addirittura farmacologica.

Per molti, infatti, purtroppo quella dei farmaci sembra essere la strada per rimediare al senso di incertezza derivante dall’attuale condizione. Lo ha spiegato bene l’Agenzia Italiana del Farmaco, confermando l’aumento vertiginoso di vendita, e di di conseguenza anche di consumo, di ansiolitici e di antidepressivi.

Le case farmaceutiche sono purtroppo sempre in agguato

Come se gli psicofarmaci fossero la salvezza di fronte alla paura generata dal Coronavirus, cui ne segue una forte instabilità dell’umore. Purtroppo la realtà è che non è così, non sarà di certo un rimedio chimico a salvarci dall’oscurità.

Purtroppo le case farmaceutiche sono sempre in agguato, pronte a fiutare la prima occasione disponibile. Cosicché accanto all’offerta tradizionale di ansiolitici classici, che necessitano una ricetta medica non ripetibile, ha messo in vendita altri prodotti classificabili come “farmaci da banco”.

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L’errata convinzione che tali rimedi siano meno dannosi

Il che fa aumentare nella popolazione la convinzione che questi, realizzati solo con composti naturali che in genere sono principi attivi di origine vegetale, possano essere in qualche modo meno pericolosi degli altri. Un’idea ingannevole che viene riproposto anche nei messaggi pubblicitari.

Insomma, vere e proprie bombe per la salute individuale che tuttavia possono essere acquistati con grande facilità, quasi come se fossero caramelle. Una scorciatoia comoda, in sostanza. Il che rappresenta ovviamente un business non indifferente, e in progressiva crescita.

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La direzione sbagliata e quella giusta da imboccare

Tuttavia, la realtà è che anche questi, come i primi, possono creare dipendenza se utilizzati per un periodo troppo lungo o in maniera poco regolata. Le pillole, i questa maniera, diventano la scusa per poter affrontare il male con più semplicità.

Ma la verità è che queste non sono e non possono mai essere l’unica, né tantomeno la principale, via di fuga contro le difficoltà. Si tratta solamente di una scorciatoia che purtroppo, in buona parte dei casi, fa imboccare la direzione sbagliata. Facendo rischiare di perdersi in mezzo al buio della tempesta.

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Per l’uomo, e in particolare per il cristiano, c’è solo una vera e unica speranza, quella rappresentata dal Signore Gesù che mai abbandona i suoi figli nella prova. Quindi è la preghiera il vero “farmaco” utile contro il male, la tristezza e lo spaesamento.

Ricordiamocene sempre, e incrementiamo i momenti di preghiera nell’arco della giornata. Non ha effetti collaterali ed è la maniera più efficace per imboccare la strada giusta, quella della gioia piena che preannuncia, qui in terra, un piccolo spicchio di Paradiso.

Giovanni Bernardi

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