Preghiera di oggi 5 settembre alla Madonna del Pedancino

Un ragazzo assiste all’apparizione che avviene in tutto il suo splendore su di una rupe e istantaneamente riacquista la parola.

Madonna del Pedancino
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Nel VIII secolo, nella località di Pedancino, attuale Cismon del Grappa, in provincia di Vicenza, accadde qualcosa che lasciò indelebilmente il segno della presenza di Maria in quel luogo. In una spaccatura su una rupe, laddove cresceva un cespuglio di biancospino, un ragazzino vide una luce che risplendeva abbagliante.

La statua miracolosa

Così si fece coraggio e si avvicinò. In quel punto preciso trovò una statua della Madonna col bambino: subito corse dal prete del paese avvertendolo di questo fatto insolito e prodigioso. Il sacerdote credette al pastorello, perché il piccolo, che era sordomuto, dopo questo evento aveva riacquistato il dono della parola.

Così, in molti si recarono sul posto, dove videro la statua di cui il ragazzo parlava. L’opera era di foggia bizantina, e anche lo stesso legno aveva delle provenienze orientali. Si scoprì che la statua era miracolosamente sfuggita alle persecuzioni iconoclaste dell’imperatore di Costantinopoli Leone III Isaurico del 726.

Quello tra Nostra Signora del Pedancino e tra l’area che comprende le località di Cismon del Grappa e Friola di Pozzoleone è così diventato da allora fino ad oggi un rapporto filiale di devozione che ha dato vita a numerose grazie. Di fronte alla statua nell’813 si fermò a pregare anche papa Leone III, mentre era diretto in Germania.

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Preghiera a Nostra Signora del Pedancino

O Vergine pietosissima e potentissima del Pedancino,
eccoci qui, ancora una volta, prostrati ai vostri piedi.

Siamo venuti per visitarvi, per ringraziarvi di tanti
benefici e grazie elargitici e per innalzare al vostro trono di misericordia le nostre lodi,
le nostre suppliche, invocandovi fervorosamente per noi e per tutti i nostri cari.

Grati e riconoscenti non dimenticheremo mai,
O Vergine Santa, che voi foste nei nostri bisogni veramente Madre.
Deh, fate che questa nostra riconoscenza ve la manifestiamo con le nostre opere, imitandovi e amando vi sempre più.
E così, nelle nostre necessità spirituali e
materiali, nei pericoli, fissando in voi fiduciosi il nostro
sguardo, potremo sperare di avere anche in seguito la
vostra materna e potente intercessione.

Prima di uscire da questo Santuario, deposto il cuor nostro nelle vostre mani,
ricordiamo e vi raccomandiamo, o Maria,

tutti i vostri devoti e specialmente i nostri
cari per i quali abbiamo promesso di pregare.

Deh, esaudite le nostre e le loro voci, guidate i nostri
passi, soccorreteci con la vostra santa grazia. Benedite e
salvate le anime nostre. Amen.

O Madre benedetta Maria, ai devoti figli, sempre,
nel corso dei secoli, foste larga dei tesori della vostra
bontà e protezione materna; a voi ricorriamo e con fede
ardente e profonda umiltà, ci mettiamo sotto il vostro
manto di misericordia.

Tenete lontano dalle nostre famiglie l’errore, il vizio,
le discordie; proteggeteci nelle malattie, difendeteci dai
pericoli, esaudite le nostre preghiere che vi innalziamo
per i peccatori, per gli afflitti, per gli ammalati, per i
moribondi, per gli emigranti e per tutti i devoti che a voi
ricorrono.

Su tutti, o Maria, presenti ed assenti, vicini e lontani, volgete sempre il vostro sguardo di bontà e di misericordia.

A Gesù e a voi consacriamo tutta la nostra vita.

Voi fate che un giorno veniamo lassù a cantare le vostre lodi per tutta l’eternità.
Amen.
Ave Maria…

Elisa Pallotta

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