E’ passato un anno dal crollo del Ponte Morandi a Genova. Noi non vogliamo dimenticare il dolore che provocò, in molte famiglie italiane, quel tragico momento.
Per questo, riproponiamo la vicenda della signora Marina, rimasta sotto le macerie con sua figlia Camilla.
Marina e sua figlia, al momento del crollo, si trovavano in un negozio, sottostante la costruzione. Lei era coperta fino alla vita, ma la figlia completamente immersa nei resti della tragica vicenda.
Marina era riuscita, in qualche modo, a prendere la mano di sua figlia Camilla, così, quando i Vigili del Fuoco la raggiunsero, lei indicò dove fosse la ragazza, chiedendo che venisse liberata per prima: “C’è mia figlia Camilla, tiratela fuori!”. “I Vigili del Fuoco parlavano con me e cercavano di tirarmi fuori dalle macerie, ma non vedevano mia figlia, perché era tutta coperta: io continuavo a urlare di lasciar perdere me e di prendere lei”.
In seguito, furono portate entrambe in ospedale, visibilmente ferite e traumatizzate. Raccontarono di quei terribili momenti, di come non si rendessero nemmeno conto di cosa fosse davvero accaduto al Ponte Morandi e alla loro città.
Marina, ricoverata all’ospedale Villa Scassi di Genova, ricordava solo un boato terrificante e poi quasi più nulla, probabilmente per lo shock e per le ferite alla testa che ci hanno messo un bel po’ a guarire.
Loro furono due superstiti quel giorno, quando si continuava a ripetere che tutto si sarebbe potuto evitare! Il 14 Agosto del 2018, i morti furono 43, gli sfollati più di 600, quelli delle 13 palazzine, nei pressi della costruzione. A loro va il nostro pensiero, perché sappiamo che non hanno ancora ricevuto le risposte tanto attese.
Antonella Sanicanti
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