Pisa, aria di cambiamento: si ai crocifissi e no alle iniziative LGBT

Sì al crocifisso in aulaLa giunta comunale di Pisa è andata in controtendenza decidendo di approvare la reintroduzione dei crocifissi e la limitazione delle iniziative Lgbt.

Sotto l’influenza della nuova giunta comunale guidata dal sindaco Michele Conti (Lega), la città di Pisa si appresta ad un cambiamento verso una visione più religiosa della vita in comunità. Di recente, infatti, il Comune della città toscana ha approvato un decreto che vieta delle manifestazioni in favore del gender, dell’utero in affitto e dell’omosessualità. La decisione, supportata da una maggioranza di destra ha fatto infuriare i consiglieri comunali dell’opposizione, con Rifondazione Comunista che ha espresso il suo dissenso alla nuova norma ed i candidati di M5S e PD si sono allontanati dall’aula.

Si ai crocifissi negli uffici e nelle aule

Con un altra decisione impopolare tra i membri dell’opposizione, la maggioranza del comune toscano ha inoltre approvato una normativa che prevede l’obbligo di esposizione del crocifisso all’interno di aule, uffici pubblici ed in tutte le sedi istituzionali. Anche in questo caso c’è stato chi ha protestato per la decisione presa, il consigliere Auletta ha persino dichiarato che le ultime misure approntate dal sindaco Conti e dalla sua giunta siano sintomo di un “Ritorno al Medioevo” e dunque ad una visione meno larga della società e delle libertà di espressione.

Alle iniziative del comune pisano non può che plaudere tutta la cittadinanza di fede cattolica che vede in queste decisioni minori un attenzione alle proprie istanze ed alla propria volontà. Sulla questione crocifisso, d’altronde, la Lega ha una visione unanime: pochi giorni fa il senatore De Vecchi ha denunciato la rimozione dei crocifissi all’interno di un istituto scolastico di Fiumicino, mentre poco prima dell’approdo al governo alcuni senatori leghisti hanno presentato un disegno di legge in cui si chiede di stabilire l’obbligo di affissione della croce in tutti gli edifici pubblici.

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Luca Scapatello