L’agghiacciante spot pro choice di Planned Parenthood – Video

Planned Parenthood causa un'altra polemicaLa decisione di utilizzare una neonata come protagonista dell’ultimo spot pro choice di Planned Parenthood ha causato non poche polemiche negli Stati Uniti.

Nata nel 1916 su volontà di Margareth Sanger sotto il nome di ‘American Birth Control League (Lega americana per il controllo delle nascite) e divenuta nel 1942 ‘Planned Parenthood‘ (Genitorialità pianificata), l’associazione no profit americana è da anni al centro delle polemiche per il suo apporto alla causa dell’aborto. In principio, infatti, l’associazione aveva lo scopo di dare supporto alle famiglie in difficoltà, aiutarle a pianificare la nascita dei figli così che tutti i bambini nati potessero avere pari opportunità ed adeguato sostentamento. Con il passare del tempo si è aggiunto ai fini dell’associazione anche l’aiuto alla cessazione della gravidanza, un supporto psicologico alle donne che decidevano di abortire che con il tempo è divenuto un sostegno al diritto di aborto per le donne.

Planned Partenthood è lo spot contestato sull’aborto

Ciò che viene contestato all’associazione è innanzitutto lo stretto legame con la politica: sebbene si professi un’associazione no profit e apartitica, la Planned Parenthood ha ricevuto diversi finanziamenti statali nel corso dell’amministrazione Obama ed ha finanziato (almeno secondo quanto sostenuto dai pro life) la campagna politica di Hillary Clinton. In secondo luogo le critiche sono legate all’impegno attivo nella campagna pro choice fatta nella ultima decade.

A riportare la scure delle polemiche sull’associazione è stato l’ultimo spot tv pro choice andato in onda qualche giorno fa. In questo, infatti, si vede una bellissima neonata con due grandi occhi azzurri che sorride sulle note di una ninna nanna. Queste immagini vengono intervallate da dei messaggi in stile cinema muto (su sfondo nero a tagliare le varie scene) in cui si legge “Lei merita di essere amata”, “Lei merita di essere voluta” ed infine “Lei merita di essere una scelta”. Il motivo di tanto clamore (giustificato) è la scelta di utilizzare una bambina appena nata come testimonial involontaria del diritto ad abortire.

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Luca Scapatello