Ecco perché Gesù Cristo è l’incarnazione di Dio in terra

Il cristianesimo si fonda sul concetto che Gesù di Nazareth sia il Messia che venne profetizzato da Isaia e Zacaria nel Vecchio Testamento. Da questo concetto ecco la prima scissione religiosa in ambito monoteista, da un lato gli Ebrei (ancora in attesa del Messia profetizzato nella Torah) e dall’altro i Cristiani. L’altra grande religione monoteista, l’Islam, si fonda sempre sull’Antico Testamento, ma crea l’ennesima scissione sostenendo che il profeta atteso in realtà non è Gesù bensì Maometto.

Avendo per sommi capi ricostruito le differenze su cui si fondano le tre grandi religioni monoteiste (ci sarebbe molto da discutere a livello teologico su queste differenze), soffermiamoci qualche istante nel sottolineare come la figura di Gesù Cristo, prima negata da alcune religioni, adesso viene vista principalmente come quella di un personaggio storico realmente esistito. Il discrimine a questo punto è tra chi lo considera un semplice personaggio, chi lo ritiene un profeta ma non il Messia e chi (tutte le religioni Cristiane) lo reputa il figlio di Dio, la sua incarnazione sulla terra.

Le due obbiezioni principali alla convinzione cristiana sono:

1- E’ illogico che Dio si sia fatto uomo.

2- Non è accettabile che il figlio di Dio sia morto sulla Croce.

Su cosa si basa la convinzione che Gesù Cristo è il vero ed unico figlio di Dio? Quali sono i passi della Bibbia che dimostrano che il Messia atteso è davvero Gesù? Di seguito faremo un elenco di quelle caratteristiche o peculiarità tipiche di Dio che sono presenti anche nella figura di Gesù. Partimo dunque dal presupposto che Yahweh (Nome ebraico di Dio) viene presentato nell’antico testamento con le seguenti caratteristiche: Creatore, Onnipotente, Onnisciente,Onnipresente ed Eterno.

Partiamo dalla creazione: nei Colossesi 1:16 ad esempio si legge: “Poiché in lui (Gesù) sono state create tutte le cose che sono nei cieli e sulla terra, le visibili e le invisibili”. Inoltre in Giovanni 1:2, 3 viene scritto: “Egli era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei (la parola del Signore) e senza di lei nessuna delle cose fatte è stata fatta”. Questo passo è particolarmente importante poiché si lega a quanto scritto nel Salmo 33:6, 8: “I cieli furono fatti per mezzo della parola di YHWH…Poiché Egli parlò la cosa fù, Egli comandò e la cosa sorse”.

L’onnipotenza del figlio di Dio viene descritta dal profeta Isaia, il quale scrive: “Poiché un bambino ci è nato, un figlio ci è stato dato e il dominio riposerà sulle sue spalle” e ancora, parlando della nascita del Messia dice: “Perciò il Signore stesso vi darà un segno: ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio a cui porrà il nome Emanuele (Dio tra gli uomini)”. La discrepanza tra il nome Emanuele e Gesù è una delle diatribe tra cristiani ed ebrei, i cristiani ritengono che Isaia avesse con quel nome dato un attributo al Messia, d’altronde Gesù significa: Yahweh salva. Tornando all’attributo dell’Onnipotenza, nel nuovo testamento Matteo scrive che è Gesù stesso che parla di potere infinito quando dice: “Ogni potere mi è stato dato in cielo e sulla terra”, citando proprio il profeta Isaia.

Nell’Antico Testamento Dio dice a Geremia di essere presente in ogni cosa, allo stesso modo lo dice anche Gesù ai suoi discepoli come scritto in Matteo 28:20: “Ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente”. Sull’onniscenza basterebbe ricordare gli eventi dell’ultima cena quando Gesù disse a Giuda che sapeva che lo avrebbe tradito e a Pietro che lo avrebbe rinnegato per tre volte, anche Giovanni da prova nel suo Vangelo dell’onniscenza di Gesù quando scrive: “Gli disse la terza volta: ‘Simone di Giovanni mi vuoi bene?’ Pietro fu rattristato che gli avesse chiesto per la terza volta ‘Mi vuoi bene?’ e rispose: ‘Signore, tu sai ogni cosa, tu conosci che ti voglio bene’. Gesù gli disse: ‘Pasci le mie pecore’”. Nel versetto in cui Isaia profetizza la venuta del Messia lo definisce anche come ‘Padre Eterno’, il riscontro di questa caratteristica divina la troviamo nel libro dell’Apocalisse (1:8): “’Io sono l’Alfa e l’Omega, il principio e la fine’ dice il Signore ‘Colui che è, che era e che ha da venire”.