Papa Leone XIV, la diagnosi dopo l’intervento al polmone: cosa hanno detto i medici

Continuano ad arrivare buone notizie circa la salute di Papa Leone: in tanti lo hanno visto ieri, in piazza San Pietro, per il consueto appuntamento del mercoledì con l’udienza, ma la preoccupazione c’era ancora.

papa leone che saluta i fedeli
lalucedimaria.it (photo: città nuova)

Dopo l’operazione e l’asportazione del nodulo al polmone, era arrivata la diagnosi di adenocarcinoma, un tumore al polmone maligno. Cosa fare? Quali terapie affrontare? Ora è arrivata la diagnosi.

In tantissimi hanno pregato per la salute del Pontefice e, allo stesso tempo, hanno sperato che non fosse nulla di preoccupante. Ecco cosa hanno detto i medici.

Papa Leone: cosa hanno detto i medici

La diagnosi di tumore al polmone, dopo la rimozione del nodulo, è stata come un fulmine a ciel sereno, non solo per l’intera Chiesa, ma anche per lo stesso Papa Leone. Tante, di certo, sono state le domande che, in primo luogo, il Pontefice stesso si è posto, a partire dal fatto se potesse o meno continuare a guidare la Chiesa come aveva fatto fino a poco prima. Intorno a lui si è stretto il popolo di Dio che ha cominciato a pregare non appena la notizia della scoperta del nodulo al polmone è stata diffusa.

papa leone assorto che guarda il cielo
lalucedimaria.it (photo: ilglobo.com)

Poche ore dopo l’operazione, i medici avevano dato una iniziale diagnosi, ovvero quella di adenocarcinoma polmonare (già sospettato durante i controlli di routine che avevano portato alla decisione dell’intervento). Ora sono stati proprio i medici che hanno operato il Papa a chiarire, in via definitiva, le condizioni di salute di Leone XIV: “Sono stati refertati gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento chirurgico al Santo Padre. Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata. Una successiva valutazione oncologica, ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia” – si legge nel comunicato.

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“Il Papa non ha bisogno di terapia”

Sono stati proprio il dottor Luigi Carbone e il professor Stefano Margaritora (rispettivamente medico personale del Papa e il chirurgo che l’ha operato) ad annunciare al mondo intero le condizioni di salute del Pontefice. La necessità di “togliere” il nodulo, che rappresentava un adenocarcinoma localizzato, ha dato la possibilità al Papa di debellare immediatamente la malattia, di riprendere nel giro di poco tempo la sua attività (anche se con il dovuto riposo e i dovuti ritmi di ripresa post – operatoria) ma, soprattutto, di non avere necessità nè bisogno di altra terapia.

Una delle principali preoccupazioni che tutti avevamo avuto era quella del possibile inizio di una chemio terapia o di una radio terapia, nel caso il tumore fosse già diffuso. Ma, dal comunicato di ieri sera, questa ipotesi è stata del tutto scartata.

Papa Leone, ora, potrà riprendere la sua consueta attività pastorale, in modo graduale: al momento, però, non sono state ancora diffuse notizie circa la possibilità (o conferma) della ripresa anche dei suoi viaggi apostolici, il primo dei quali in Sud America proprio a novembre.

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