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Discorsi del Papa

Papa Francesco: “Sappiate discernere tra curiosità buona e cattiva”

Papa Francesco, Casa Santa Marta

Nel corso dell’omelia da Casa Santa Marta, Papa Francesco ha parlato dell’importanza del discernimento tra curiosità lecita e curiosità malevola. Il tutto parte, come sempre, dalla lettura del Vangelo il cui passo era quello del colloquio tra Gesù ed i discepoli tra certezza e curiosità nel corso del quali il Messia indica lo Spirito Santo come unico strumento in grado far districare i fedeli tra la giusta curiosità e quella scorretta. Da questa nozione il Santo Padre parte a braccio con degli esempi che permettano a tutti di comprendere questa importante differenza.

La curiosità dei bambini e quella di internet

Il distinguo primario che ha fatto il papa sulla curiosità è quello tra la volontà di apprendere dei bambini e quella degli adolescenti su internet. Sulla prima il pontefice dice che si tratta di “Curiosità buona” poiché i bambini cominciano ad affacciarsi al mondo e notano aspetti della vita e della società che non comprendo, dunque domandano spiegazioni alle loro figure di riferimento (genitori, fratelli e insegnanti) così da poter capire le sfaccettature dell’esistenza. Sulla curiosità dei bambini Francesco aggiunge: “E’ contemplativa, i bambini osservano, contemplano, non capiscono e domandano”.

A questo esempio positivo si contrappone la “Curiosità cattiva” sulla vita degli altri, un tipo d’interesse che si sviluppa nell’età adolescenziale, quando il mondo, prima ovattato, diventa l’anticamera di quello adulto con tutti i suoi aspetti positivi e negativi. In questa fase comincia, quindi, anche l’interesse per la vita altrui, interesse che dovrebbe essere limitato a chi vogliamo bene e ad aspetti della loro vita che non sono troppo privati. Questa tentazione di indagare su aspetti privati e scabrosi della vita altrui, sottolinea Papa Francesco, ci accompagnerà sempre e al giorno d’oggi viene sobillato dalla presenza di internet che ci induce “Annusare la vita altrui, cercare di andare ai posti che alla fine sporcano le altre persone”. Pertanto, conclude il Santo Padre, è bene vigilare sull’utilizzo che fanno i bambini di Internet ed educarli ad interrogare lo Spirito Santo per comprendere cosa è lecito sapere o meno.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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