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Miracoli e Testimonianze

“Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia”

Bambini malati

“Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”.
Stupisce che a dire queste parole sia stata una bambina di 11 anni, che, a causa di un cancro, stava per lasciare questa vita.
Ecco come la ricorda il suo medico, il dottor Rogério Brandão, oncologo.

“Ricordo con emozione l’Ospedale Oncologico di Pernambuco, dove ho mosso i primi passi come professionista. (…) Ho assistito al dramma dei miei pazienti, piccole vittime innocenti del cancro. Con la nascita della mia prima figlia, ho cominciato a sentirmi a disagio, vedendo la sofferenza dei bambini. Fino al giorno in cui un angelo è passato accanto a me!”.
Il dottor Brandão parlava proprio di quella bambina malata: “Vedo quell’angelo nelle sembianze di una bambina di 11 anni, spossata da due lunghi anni di trattamenti diversi, manipolazioni, iniezioni e tutti i problemi che comportano i programmi chimici e la radioterapia. Ma non ho mai visto cedere quel piccolo angelo. L’ho vista piangere molte volte; ho visto anche la paura nei suoi occhi, ma è umano!”.
E quando, un giorno, andò a visitarla, trovandola sola nella stanza, le chiese dove fosse la sua mamma.

La bambina rispose: “A volte, la mia mamma esce dalla stanza, per piangere di nascosto in corridoio. Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”.
Fu allora che il dottore le chiese cosa fosse la morte per lei: “Quando siamo piccoli, a volte andiamo a dormire nel letto dei nostri genitori e il giorno dopo ci svegliamo nel nostro letto, vero? (…) È così. Un giorno dormirò e mio Padre verrà a prendermi. Mi risveglierò in casa Sua, nella mia vera vita!”.

Anche il dottore non riuscì a trattenere le lacrime e, visto che la bambina si mostrava preoccupata per la mamma, a cui sarebbe tanto mancata e che avrebbe certamente avuto nostalgia di lei, le chiese ancora: “E cos’è la nostalgia per te, tesoro?”. Rispose: “La nostalgia è l’amore che rimane!”.
Il ricordo di quella bambina, che morì poco dopo, accompagna da sempre il dottor Brandão:

“Oggi, a 53 anni, sfido chiunque a dare una definizione migliore, più diretta e più semplice della parola “nostalgia”: è l’amore che rimane!
Il mio angioletto se ne è andato, già molti anni fa, ma mi ha lasciato una grande lezione che mi ha aiutato a migliorare la mia vita, a cercare di essere più umano e più affettuoso con i miei pazienti, a ripensare ai miei valori”.

Antonella Sanicanti

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