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Chi sono i poveri in spirito, secondo Gesù

I poveri di spirito sono al centro della catechesi sulle Beatitudini tenuta questa mattina da Papa Francesco in Aula Paolo VI.

Photo Getty Images

“I poveri di spirito sono coloro che si sentono mendicanti nell’intimo del loro essere”: Papa Francesco parla di loro come un esempio.

Chi sono i poveri di spirito

La libertà, il sentirsi povero di spirito per poter cercare il vero volto di Gesù: anche se sono “uno strano oggetto di beatitudine”, come affermato dal Santo Padre, lo stesso Francesco li prende come esempio per la sua catechesi in Aula Paolo VI.

“Essere poveri di spirito è insito nella nostra umana condizione, significa riconoscersi mendicanti perché si accettano i propri limiti e solo così si diventa capaci di perdonare. Vuol dire poi garantirsi il Regno di Dio non perché si ha un potere fatto di prestigio e di beni, che poi passa e finisce, ma perché si ama il vero bene più di se stessi” – così ha introdotto Francesco.

Papa Francesco: “Poveri di spirito: una intima condizione”

Ma cosa si intende per essere povero di spirito? “Lo spirito, secondo la Bibbia, è il soffio della vita che Dio ha comunicato ad Adamo; è la nostra dimensione più intima, diciamo la dimensione spirituale, la più intima, quella che ci rende persone umane, il nucleo profondo del nostro essere.

Allora i poveri in spirito sono coloro che sono e si sentono poveri, mendicanti, nell’intimo del loro essere. Gesù li proclama beati, perché ad essi appartiene il Regno dei cieli” – ha spiegato.

Perdonare: quanto è difficile!

Ma l’attenzione di Francesco è focalizzata sul perdono: “Come si vive male se si rifiutano i propri limiti! Si vive male. Non si digerisce il limite. Quanto è difficile ammettere un errore e chiedere perdono! Ricordiamo insieme le parole Permesso, Grazie, Scusa. Sono parole che vengono dalla povertà, dalla povertà di uno e chiedere perdono è la cosa più difficile. Perché l’orgoglioso non ce la fa.

Non può chiedere scusa: sempre ha ragione. Non è povero. Invece il Signore mai si stanca di perdonare; siamo noi purtroppo che ci stanchiamo di chiedere perdono. La stanchezza di chiedere perdono: questa è una malattia brutta”.

Il perdono, cercare Dio ed il suo spirito di vita, accrescere in noi il potere della carità, della fratellanza, dell’amore vicendevole. Solo così, il nostro Spirito sarà ricco del soffio vitale di Dio che tanto cerchiamo.

ROSALIA GIGLIANO

Fonte: vaticannews.va

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