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Papa Francesco spiega: “Chi è veramente il mio prossimo”

Cosa ci dice, oggi, Papa Francesco? Il consiglio del Santo Padre di oggi viene ad illuminare le vite di ognuno di noi. Ascoltiamolo.

La meditazione di Papa Francesco ci invita a conoscere meglio la figura del Buon Samaritano, a comprendere le sue gesta e i suoi comportamenti.

Papa Francesco: “Perché il buon Samaritano”

Papa Francesco, nella sua meditazione di oggi, vuol porre l’attenzione sulla figura del buon Samaritano: “La celebre parabola del buon Samaritano. Interrogato da un dottore della legge su ciò che è necessario per ereditare la vita eterna, Gesù lo invita a trovare la risposta nelle Scritture e dice: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso»”.

“Chi è il nostro prossimo”

Il prossimo: ma chi è questo prossimo per ognuno di noi? “Infatti quell’uomo chiede ancora: «E chi è il mio prossimo?». A questo punto, Gesù risponde con la parabola, questa bella parabola. Il Samaritano: Non è dunque un caso che Gesù scelga proprio un samaritano come personaggio positivo della parabola.

In questo modo vuole superare il pregiudizio, mostrando che anche uno straniero, anche uno che non conosce il vero Dio e non frequenta il suo tempio, è capace di comportarsi secondo la sua volontà, provando compassione per il fratello bisognoso e soccorrendolo con tutti i mezzi a sua disposizione”.

Papa Francesco: “Gesù ci offre un modello di pietà”

Gesù, dunque, propone come modello il samaritano, proprio uno che non aveva fede! Anche noi pensiamo a tanta gente che conosciamo, forse agnostica, che fa del bene. Gesù sceglie come modello uno che non era un uomo di fede. E questo uomo, amando il fratello come sé stesso, dimostra di amare Dio con tutto il cuore e con tutte le forze – il Dio che non conosceva! – ed esprime nello stesso tempo vera religiosità e piena umanità.

In questo modo opera un rovesciamento rispetto alla domanda del suo interlocutore, e anche alla logica di tutti noi. Ci fa capire che non siamo noi che, in base ai nostri criteri, definiamo chi è il prossimo e chi non lo è, ma è la persona in situazione di bisogno che deve poter riconoscere chi è il suo prossimo, cioè «chi ha avuto compassione di lui».

Essere capaci di avere compassione: questa è la chiave. Questa è la nostra chiave” – conclude Papa Francesco.

Aiutare chi è solo e chi è in difficoltà non è solo un concetto cristiano, ma è anche e soprattutto un’opera di umanità. Come ci dice Papa Francesco, aiutiamo chi ci tende la mano, senza aver timore.

ROSALIA GIGLIANO

Dall’Angelus – 14/7/2019

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Rosalia Gigliano

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Rosalia Gigliano

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