Papa Francesco chiede che non si parli di una cultura usa e getta, ma di una cultura e di una economia costruttiva capace di profondo rinnovamento.
Papa Francesco, all’udienza del Consiglio per il capitalismo inclusivo, chiede “un rinnovamento di cuori e menti, dove la persona sia sempre al centro”.
Un’udienza particolare quella alla quale ha partecipato Papa Francesco, quella con il Consiglio per il Capitalismo inclusivo: “Al centro della vita economica, culturale e non solo, ci sia sempre la persona”.
Il Santo Padre chiede un profondo rinnovamento, in un mondo dove la povertà aumenta e i livelli di disuguaglianza sono alle stelle. Il Consiglio del capitalismo inclusivo costituisce uno dei risultati del Fortune – Time Global Forum del 2016, che cerca di ridurre il divario che separa la maggior parte delle persone rispetto alla ricchezza che è in mano di pochi: “Molto più che far quadrare i bilanci, si dovrebbero migliorare le infrastrutture o offrire una più ampia varietà di beni di consumo. Un sistema economico privo di preoccupazioni etiche non conduce a un ordine sociale più giusto, ma porta invece a una cultura usa e getta dei consumi”.
“Se si riconosce la dimensione morale della vita economica siamo in grado di agire con carità fraterna, desiderando, ricercando e proteggendo il bene degli altri e il loro sviluppo integrale. In definitiva, non si tratta semplicemente di avere di più, ma di essere di più. Ciò che occorre è un profondo rinnovamento dei cuori e delle menti così che la persona umana possa essere sempre posta al centro della vita sociale, culturale ed economica” – ha detto loro Francesco.
Il Pontefice ha incoraggiato a continuare a preservare lungo il cammino della solidarietà, affinchè si torni ad un’economia che abbia un approccio etico e favorisca gli esseri umani: “La vostra presenza qui è quindi un segno di speranza e vi ringrazio per l’impegno che avete nel cercare di costruire un mondo migliore” – ha concluso.
Papa Francesco ha sempre avuto a cuore il tema dei poveri e delle disuguaglianze e, in questo momento storico, ora più che mai. Preghiamo per il Santo Padre, affinchè le sue parole non vadano perdute.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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