Papa Francesco: dannazione eterna non è sala di tortura ma lontananza da Dio

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Scegliere di allontanarsi dal Signore è la dannazione eterna. Lo ha detto il Papa nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Francesco ha ammonito a non dialogare mai col diavolo, seduttore e truffatore, ma ad accostarsi all’ultimo incontro col Signore, nel giorno del Giudizio, con cuore umile. Il servizio di Gabriella Ceraso:

In questi due ultimi giorni dell’Anno Liturgico, la Chiesa porta a compimento la riflessione sulla fine del mondo e il Papa ne parla ripercorrendo la prima Lettura dall’Apocalisse di San Giovanni. Come sarà il Giudizio universale, si chiede, e l’incontro finale con Gesù?

Diavolo, seduttore che rovina la vita, mai dialogare con lui
Il primo ad essere giudicato è il “drago, il serpente antico, che è il diavolo”, e che l’angelo sceso dal cielo getta nell’Abisso, incatenato perché questi “non seducesse più le nazioni: perché lui è il seduttore”, sottolinea Francesco:

“Lui è un bugiardo, di più: è il padre della menzogna, lui genera menzogne, è un truffatore. Ti fa credere che se mangi questa mela sarai come un Dio. Te la vende così e tu la compri e alla fine ti truffa, ti inganna, ti rovina la vita. ‘Ma, padre, come possiamo fare noi per non lasciarci ingannare dal diavolo?’. Gesù ci insegna: mai dialogare col diavolo. Col diavolo non si dialoga. Cosa ha fatto Gesù col diavolo? Lo cacciava via, gli domandava il nome ma non il dialogo”.

Anche nel deserto, infatti, soggiunge il Papa, Gesù non ha “mai usato una parola propria perché era ben consapevole del pericolo”. “Nelle tre risposte che ha dato al diavolo, si è difeso con la Parola di Dio”, la “Parola della Bibbia”. Mai dunque, dialogare con questo “bugiardo” e “truffatore”, sottolinea ancora il Papa, “che cerca la nostra rovina” e che “per questo sarà gettato nell’abisso”.

Nella pagina dell’Apocalisse appaiono poi le anime dei martiri, gli “umili” osserva il Papa, che hanno testimoniato Gesù Cristo e non hanno adorato il diavolo e i suoi seguaci, “il denaro, la mondanità, la vanità”, dando la vita per questo.

Dannazione è lontananza da Dio, non sala di tortura
Il Signore giudicherà “grandi e piccoli” per le loro opere, si legge ancora nell’Apocalisse, e i dannati saranno gettati nello “stagno di fuoco”. E’ questa “seconda morte” su cui Francesco si sofferma:

“La dannazione eterna non è una sala di tortura, questa è una descrizione di questa seconda morte: è una morte. E quelli che non saranno ricevuti nel Regno di Dio è perché non si sono avvicinati al Signore. Sono quelli che sempre sono andati per la loro strada, allontanandosi dal Signore e passano davanti al Signore e si allontanano da soli. E’ la dannazione eterna è questo allontanarsi continuamente da Dio”.

Lontananza per sempre dal “Dio che dà la felicità”, dal “Dio che ci vuole tanto bene”, questo è il “fuoco”, ribadisce il Papa, questa ”la strada della dannazione eterna”. Ma l’ultima immagine dell’Apocalisse si apre alla speranza e anche Francesco lo fa.

Aprire il cuore a Gesù con umiltà, dà la salvezza
Se “apriamo i nostri cuori”, come ci chiede Gesù, e non andiamo per la nostra strada, avremo “la gioia e la salvezza”, “Cielo e terra nuovi” di cui si narra nella Prima Lettura. Lasciarsi dunque “carezzare” e “perdonare” da Gesù, senza orgoglio, ma con speranza, è l’invito finale:

“La speranza che apre i cuori all’incontro con Gesù. Questo ci aspetta: l’incontro con Gesù. E’ bello, è molto bello! E Lui ci chiede di essere umili e di dire: ‘Signore’. Basterà quella parola e Lui farà il resto”.

fonte: radiovaticana