Il Papa cerca di smuovere i cuori e le coscienze sopite, per aiutarci a combattere il torpore spirituale, nostro grande nemico: “Questo tepore dell’anima, questo essere cristiani a metà, “cristiani sì, ma …”. “Questo entusiasmo all’inizio nel cammino del Signore e poi diventare scontenti, soltanto si guarisce guardando la Croce, guardando Dio che assume i nostri peccati: il mio peccato è lì”.
E, nella Settimana Santa, soprattutto, abbiamo l’occasione di renderci conto delle nostre omissioni, di quanto siamo lontani, ancora, dall’esempio del Cristo: “Questa Settimana Santa, che incomincerà domenica, ci aiuti ad uscire da questa tentazione di diventare “cristiani sì, ma …” “, ad evitare “capricci spirituali”, al cospetto di Dio, che si immola per noi.
I cristiani dovrebbero imparare a non porre condizioni a Dio, ma a facilitare il suo progetto: “tante volte diciamo che siamo nauseati dello stile divino. Non accettare il dono di Dio col suo stile: quello è il peccato quello è il veleno. Quello ci avvelena l’anima, ti toglie la gioia, non ti lascia andare”. Ma Gesù sale al Calvario per questo nostro peccato.
“Lui stesso prende su di sé il veleno, il peccato e viene innalzato. Questo tepore dell’anima, questo essere cristiani a metà, “cristiani sì, ma …”.
(…) Molti cristiani oggi “muoiono nel deserto della loro tristezza, della loro mormorazione, del loro non volere lo stile di Dio”. “Guardiamo il serpente, il veleno, lì, nel corpo di Cristo, il veleno di tutti i peccati del mondo e chiediamo la grazia di accettare i momenti difficili. Di accettare lo stile divino di salvezza, di accettare anche questo cibo così leggero del quale si lamentavano gli ebrei, di accettare le cose … Di accettare le vie per le quali il Signore mi porta avanti. Che questa Settimana Santa, che incomincerà domenica, ci aiuti ad uscire da questa tentazione di diventare “cristiani sì, ma …”. ”.
Antonella Sanicanti
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