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Ecco come e dove l’Isis potrebbe attaccare l’Italia e l’Europa.

L’Isis potrebbe colpire sul territorio europeo con attacchi al cloro in luoghi particolarmente affollati. A lanciare l’allarme, con particolare riferimento al Regno Unito, è Hamish de Bretton-Gordon, per 23 anni nell’esercito britannico ed ex comandante del Chemical Biological Radiological Nuclear Regimen. Il militare ha passato le ultime due settimane in Siria e Iraq e ha detto di aver visto “l’uso più concentrato e letale di armi chimiche dalla guerra tra Iran e Iraq del 1980″. E poi ha lanciato l’allarme: “I militanti dell’Isis di ritorno nel Regno Unito potrebbero lanciare un attacco con gas cloro sui treni, nella metropolitana di Londra o durante una partita di calcio”.

L’analisi di Bretton-Gordon è molto puntuale e approfondita e non lascia molto tranquilli gli inglesi, ma neanche gli altri europei: “È evidente che l’Isis sta impiegando molto tempo ed energia nella formazione dei jihadisti all’uso del cloro come arma di terrore. Ogni jihadista straniero che torna negli Stati Uniti o nel Regno Unito, dopo un addestramento del genere, potrebbe valutare l’idea di usare cloro e altre sostanze chimiche tossiche come armi”. Poi dopo l’allarme, anche per evitare panico collettivo, l’ex militare spiega che se le forze di sicurezza saranno pronte gli effetti di attacchi terroristici al cloro potrebbero essere ridotti al minimo: “Il cloro non è molto tossico e le nuvole verdi e gialle sono facili da vedere ed evitare. Inoltre non è un gas molto persistente e la sua durata è di pochi minuti. Senza dubbio, si spera, la Cia, l’Fbi e gli altri servizi di sicurezza faranno estrema attenzione ai jihadisti di ritorno e, in particolare, a chiunque acquisti sostanze chimiche tossiche”. Dunque è fondamentale il lavoro dell’intelligence, un lavoro di prevenzione e di controllo su spostamenti e movimenti di sospetti jihadisti.

Uno dei primi a segnalare l’uso del cloro da parte dell’Isis è stato Ahmet Üzümcü, direttore del OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche). Il suo timore e quello di altri esperti è che l’Isis cerchi di utilizzare il cloro direttamente nei proiettili e negli ordigni stradali. Questo sarebbe un balzo tecnologico che potrebbe aprire la strada all’uso di altri elementi, più nocivi e letali rispetto al cloro.

Fonte: www.direttanews.it

Paolo

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