Accogliere chi è solo ed indifeso è vivere a pieno la gioia del Vangelo: questo ha detto Papa Francesco rivolgendosi ai tanti volontari che lavorando nel mondo dell’accoglienza.
Accogliere, accompagnare chi è in difficoltà: questo è uno dei passaggi fondamentali con il quale Papa Francesco ha ringraziato chi aiuta.
Papa Francesco ha accolto, in Vaticano 400 membri della Comunità Emmanuel di Lecce: l’accoglienza delle persone svantaggiate, dei migranti, di chi soffre ed è solo, sono le principali attività lodate da Francesco come strada per aprirsi alla buona novella del Vangelo.
“Vi ringrazio per il lavoro che fate, perché il vostro fare sia linfa della Parola di Dio a tutti coloro che aiutate. Perché l’assistere qualcuno non diventi una fonte di guadagno, ma una fonte di arricchimento spirituale. Il gesto dell’accoglienza è un’opera di carità e misericordia: chi apre la porta a un fratello che chiede aiuto, gli permette di salvarsi. Questo è un piccolo germoglio di carità” – ha detto loro Francesco.
“Stare sulla via maestra tracciata dal Signore, significa non solo stare con Cristo, ma soprattutto con i fratelli più bisognosi. Lo chiamo, io, il duplice stare. Stare con Dio, che è amore, ma stare anche con i fratelli, accogliendoli. La Chiesa sia sempre pellegrina per e verso chi ci chiede aiuto. La chiesa è pellegrina nel mondo, sempre” – ha esortato il Santo Padre.
Papa Francesco ci esorta a vivere il Vangelo con gioia e serenità: citando l’opera di misericordia “Accogliere i forestieri”, guardiamo attentamente il volto dei tanti fratelli che approdano sulle nostre coste in cerca di un futuro migliore. In ognuno di loro, è possibile vedere il volto di Cristo, di colui che ci chiede aiuto.
E, anche prendendo spunto dalle parole di Francesco, non lasciamoli soli: accogliere è camminare sulla via maestra di Cristo.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte: vaticannews.va
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