Papa Francesco: impariamo da Abramo a parlare con Dio. Come figli con il Papà

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:30

Durante l’udienza generale del mercoledì, Papa Francesco ha invitato a guardare alla figura per Abramo per imparare a pregare e a dialogare con Dio, come figli del Padre.

Abramo
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Come lui, serve essere “sempre disposti ad accogliere la parola di Dio e a metterla in pratica”, ha spiegato il Papa. Invitando a non avere paura di discutere con Dio. “Dirò una cosa che sembra un’eresia”, ha detto il Papa in maniera ironica.

Il Papa: arrabbiarsi con Dio è una forma di preghiera

“Tante volte ho sentito gente che mi dice: Ma lei sa, mi è successo questo e mi sono arrabbiato con Dio… oppure, ma tu hai avuto il coraggio di arrabbiarti con Dio?”. Il Papa risponde: “Sì, mi sono arrabbiato! Ma questa è una forma di preghiera, perché solo un figlio è capace di arrabbiarsi con il papà e poi ri-incontrarlo!”.

“Con Dio, impariamo a parlare come un figlio con il suo papà; ascoltarlo, rispondere, discutere. Ma trasparente, come un figlio con il papà”, ha cioè spiegato il Papa. Tenendo ben in mente il passo della Genesi: “Guarda in cielo e conta le stelle, se riesci a contarle (…) tale sarà la tua discendenza. Egli credette al Signore, che glielo accreditò come giustizia“.

Abramo
Abramo e il sacrificio di Isacco – sourceweb

La catechesi del Papa sulla figura di Abramo

La catechesi odierna è infatti dedicata alla preghiera di Abramo. A lui, primo Patriarca, Dio lo invita “a intraprendere un cammino che sa di assurdo”. Quello cioè di lasciare tutto per “andare verso un futuro nuovo, un futuro diverso. E tutto sulla base di una promessa, di cui bisogna solo fidarsi. Fidarsi di una promessa non è facile, ci vuole coraggio e Abramo si fidò”.

Un gesto esemplare che trova forza e linfa vitale nelle parole della Genesi (15,1.3-6). “Non temere, Abram. Io sono il tuo scudo; la tua ricompensa sarà molto grande”. Grazie a queste parole Abramo decide di fidarsi e di lasciare così la sua terra. Ma fu grazie a questo gesto che ebbe inizio “un nuovo modo di concepire la relazione con Dio”.

Abramo è il perfetto uomo di Dio

Per questo Abramo venne riconosciuto, da quel momento in poi, come “il perfetto uomo di Dio, capace di sottomettersi a Lui, anche quando la sua volontà si rivela ardua”. Oppure come l’uomo della Parola, che permette all’uomo di ricevere la Parola di Dio, lasciando che tutta la sua vita sia un continuo camminare verso di Lui.

Papa Francesco Coronavirus intervista

La vita di chi crede in Dio diventa vocazione, chiamata, cammino attraverso cui realizzare una promessa fatta al Signore. La stessa promessa che muove i passi del credente, consapevole che un giorno verrà a realizzarsi. Abramo, credendo alla promessa di Dio, si mise in cammino senza sapere che cosa lo avrebbe aspettato di lì in poi.

Abramo credette e per questo partì

“Credette e andò, senza sapere dove andava – così dice la Lettera agli Ebrei. Ma si fidò”. Vivendo così in maniera totale la fedeltà alla Parola del Signore. E permettendo, spiega il Papa, che la fede si faccia storia. Storia personale di un Dio che guida i nostri passi e non ci abbandona.

“Io mi domando e vi domando: noi abbiamo questa esperienza di Dio, il “mio Dio”, il Dio che mi accompagna, il Dio della mia storia personale, il Dio che guida i miei passi, che non mi abbandona, il Dio dei miei giorni? Abbiamo questa esperienza? Pensiamoci un po’”, chiede il Papa.

Il Papa e la citazione del filosofo Pascal

Francesco ha poi citato il filosofo francese Blaise Pascal, in cui incontra personalmente Dio in una sera precisa, il 23 novembre 1654. Ciò dimostra come si tratti non di un Dio cosmico o personale, ma del Dio di una persona. “Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, non dei filosofi e dei sapienti. Certezza, certezza. Sentimento. Gioia. Pace. Dio di Gesù Cristo”, sono infatti le parole del filosofo francese Pascal ricordate dal Papa.

“Abramo segna ogni tappa del suo cammino con un altare costruito per il Signore, così il percorso si dissemina di pietre che ricordano il passaggio di Dio nella sua vita, un Dio sorprendente nel suo manifestarsi“, ricorda il Papa.

Seguire l’esempio di Abramo che diventa familiare con Dio

“Abramo diventa familiare di Dio, capace anche di discutere con Lui, ma sempre fedele. Parla con Dio e discute. Fino alla prova suprema, quando Dio gli chiede di sacrificare proprio il figlio Isacco, il figlio della vecchiaia, l’unico, l’erede. Qui Abramo vive la fede come un dramma, come un camminare a tentoni nella notte, sotto un cielo questa volta privo di stelle.

Abraham Sacrificing Isaac

E tante volte succede anche a noi, di camminare nel buio, ma con la fede. Dio stesso fermerà la mano di Abramo già pronta a colpire, perché ha visto la sua disponibilità veramente totale.

Giovanni Bernardi

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