“Signore, dimmi tu”: la storia di Giovanni, guarito dal Coronavirus

Insieme a Papa Francesco, sabato 30 maggio, ai Giardini Vaticani per la recita del Rosario, erano presenti anche alcuni ammalati.

Uno di questi, guariti dal Coronavirus, è il signor Giovanni. È guarito dalla malattia dopo un ricovero all’Ospedale Spallanzani di Roma.

Il Rosario di Papa Francesco ai piedi di Maria

Il 30 maggio, Papa Francesco ha concluso il mese mariano recitando il Santo Rosario nei Giardini Vaticani, alla grotta di Lourdes. Dopo tanti mesi di chiusura e di non presenza del popolo, i fedeli tornano a riunirsi intorno al Pontefice e, con lui, pregano insieme la Vergine Maria.

Fra i rappresentanti di tutte le categorie scelti per partecipare al Rosario meditato da Papa Francesco, c’era anche lui, il signor Giovanni. Lui, ricoverato presso l’Ospedale “Lazzaro Spallanzani” di Roma, dopo giorni di ricovero, è guarito dal Coronavirus: “Sono padre di 4 figli, catechista e membro del Cammino Neocatecumenale. Sono qui per raccontare la mia esperienza di guarito dal Coronavirus”.

 

La storia di Giovanni: “Io, da guarito, a recitare il Rosario con il Papa”

Quando mi hanno chiamato per partecipare al Rosario del Papa? Un’emozione fortissima. Io come rappresentate dei guariti da Coronavirus di tutto il mondo” – ha raccontato Giovanni De Cerce, in un’intervista a Vaticannews – “Io sono un guarito più volte: nel 2000 da un melanoma, da un infarto nel 2014 e dal Coronavirus nel 2020”.

Tutto questo mi ha portato nel tempo della preparazione fino all’evento di sabato scorso, a domandarmi come mai dovessi andare io tra tanti malati che sono guariti […] Mi sono sentito là come rappresentante, come se io fossi il capo di un filo che veniva tirato. Solo il capo, però, l’estremità, perché sotto c’era un grappolo di persone che erano guarite, che avevano avuto questa vicissitudine, e l’emozione è stata enorme” – ha continuato a raccontare.

Rosario
Rosario (photo Pixabay)

“Il buio e la luce del Signore: dimmi tu cosa fare”

Giovanni ha raccontato la sua esperienza anche quando è stato allo “Spallanzani”: “Sono arrivato allo Spallanzani un po’ in maniera traumatica, perché ho avuto un arresto respiratorio […] A questo punto ho cominciato a chiedere a Dio che cosa voleva fare con me, ero molto confuso, ma ero anche pronto nel senso che dicevo al Signore: dimmi tu […] Lì si è accesa una luce che io ho letto come le preghiere di tantissimi che pregavano per me: quelle di tutta la mia comunità, di tante persone che ho conosciuto”.

Giovanni ed il suo Triduo Pasquale all’ospedale

Ma il racconto di Giovanni si fa più intenso quando racconta il suo Triduo Pasquale all’ospedale: “Nella notte di quel venerdì avevo dei forti dolori, ero immobilizzato, ma il primo tampone negativo io l’ho avuto il giorno di Pasqua. Per me è stato un segno molto grande: avevo chiesto a Gesù per il Venerdì Santo di provare un po’ della sua Passione e l’avevo avuto, ma la cosa bella è che nel giorno di Pasqua ho vissuto la resurrezione”.

Un racconto forte, di una guarigione vista come un vero miracolo…perché chi ha fede in Cristo, non resterà mai deluso.

ROSALIA GIGLIANO

Fonte: vaticannews.va

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