Sì, Asia Bibi è stata definitivamente assolta dalla Corte Suprema del Pakistan.
Il verdetto tanto atteso da Asia Bibi, dai suoi familiari, e da tutti i cristiani del Pakistan è finalmente giunto: nessuna condanna per la donna accusata di blasfemia. Ci sono voluti quasi 10 anni per dimostrare la propria innocenza dinnanzi alle accuse pretestuose di blasfemia che le erano state rivolte. Tutto era cominciato a causa di una lite che Asia aveva avuto con delle donne musulmane che vivevano nel suo stesso quartiere. Dopo quell’episodio, alcuni testimoni tra cui il religioso Qari Salaam avevano accusato la donna di aver offeso Maometto.
Come sancito dalla legge sulla Blasfemia, Asia è stata incarcerata e messa sotto processo. Una condanna avrebbe portato all’esecuzione della donna, spada di Damocle che per oltre 9 anni è stata sospesa sulla sua testa. In questi anni numerose persone e associazioni hanno preso a cuore il suo caso, cercando di ottenere un’assoluzione. Due di queste, Shabaz Batti (ministro delle minoranze in Pakistan) e Salman Taseer (Governatore del Punjab) hanno pagato con la propria vita questo interessamento: sono stati entrambi uccisi da fondamentalisti islamici.
Ad inizio ottobre scorso l’incubo di Asia sembrava finito, la Corte Suprema aveva assolto la donna dalle accuse e il governo pachistano si era mostrato lieto di questo risultato. Poche ore dopo il verdetto, però, i cittadini di fede musulmana si sono riversati per le strade nelle principali città del Paese per protestare con veemenza contro un verdetto ritenuto ingiusto. Per tre giorni la polizia ha cercato di sedare al rivolta invano, quindi il governo si è visto costretto a concedere una revisione della sentenza.
Nei mesi successivi Asia è stata portata in una località segreta dove è stata tenuta sotto stretta sorveglianza per evitare che qualche fanatico mettesse in pratica i propositi di giustizia sommaria. Le sue figlie sono scappate in Canada, mentre il suo avvocato ha ricevuto asilo in Olanda. Oggi finalmente il verdetto, nel quale si legge che il firmatario del ricorso: “Non è stato in grado di individuare alcun errore nel verdetto della Corte Suprema che ha assolto Asia Bibi”. Adesso, quindi, la donna cristiana potrà lasciare il Pakistan e raggiungere le figlie ed il marito in una nazione sicura in cui ricominciare a vivere e pianificare il futuro.
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Luca Scapatello
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