Padre Zezinho: “Il drone in Chiesa? Dio non ne ha bisogno”

Padre Zezinho: "Il drone in Chiesa? Dio non ne ha bisogno"
Padre Zezinho

La scelta del parroco brasiliano di fare entrare nella chiesa di Sorocaba la pisside contenente l’Eucarestia con un drone ha suscitato non poche polemiche in tutto il mondo. Una simile decisione, presa per generare scalpore all’interno della Chiesa, è stata aspramente criticata anche da padre Zezinho, uno dei sacerdoti più stimati di tutto il Brasile, il quale ha spiegato sul proprio profilo Facebook come nella liturgia ci possa essere abbastanza creatività da intrattenere i parrocchiani senza per forza ricorrere a trovate spettacolari che si discostano dalla tradizione della Chiesa.

La critica di padre Zezinho al drone ed alle trovate spettacolari in Chiesa

Ciò che muove la critica di padre Zezinho è il desiderio che si torni ad una liturgia tradizionale e non dissacrante, non per nulla il suo post Facebook comincia con le seguenti parole: “RESTITUITECI IL VOLTO DELLA LITURGIA CHE ALCUNI SACERDOTI HANNO SEQUESTRATO E COLPITO IN NOME DELL’INNOVAZIONE. La nostra Chiesa ha bisogno della TRADIZIONE, del RINNOVAMENTO e perfino dell’INNOVAZIONE, ma sicuramente non ha bisogno di rappresentazioni errate o esagerazioni”.

Come si può capire da queste prime parole, il sacerdote non è critico a priori sull’innovazione, ma ritiene che ci siano forme d’innovazione lecite e pertinenti alla liturgia ed altre che invece vanno verso la paganizzazione della messa. Nel prosieguo del post Facebook, infatti, padre Zezinho spiega come il drone sia solo l’apice delle cattive abitudini che in questi anni stanno invadendo le celebrazioni: “Droni che portano il SANTISSIMO, sacerdoti vestiti con tuniche arcobaleno, che si spostano nella navata sui pattini, che ballano il reggae, che portano il cappello mentre predicano, con dieci turiboli che entrano all’offertorio, sacerdoti che aspergono i fedeli con una fontanella da giardino, che celebrano scalzi, che entrano in chiesa con la maglietta del Corinthians o del sindacato e indossano la tonaca sopra a questa”.

Il sacerdote è preoccupato dal fatto che questa moda di spettacolarizzare le messe possa diventare virale e che tra qualche anno la liturgia tradizionale possa essere soppiantata da degenerazioni moderniste: “Se si diffonde la moda, avremo celebranti che entrano in groppa a una mucca e il cane della parrocchia che porta la chiave del tabernacolo”, quindi ricorda a tutti come sia possibile attenersi alla tradizione e rendere la messa un momento piacevole a tutti: “Un sacerdote diligente che prepara bene l’omelia non ha bisogno di trucchi per tenere i fedeli in parrocchia! La Chiesa ha già una creatività sufficiente nella sua liturgia tradizionale”.

Luca Scapatello