“Le lacrime del mio amore per te e del dolore per i miei peccati, conscio di tanto tuo penare” si fondono nell’immagine del Cristo della Passione.
Padre Pio è probabilmente il Santo più conosciuto degli ultimi decenni. Di lui si parla in tutto il mondo. Da ogni luogo, i pellegrinaggi arrivano a San Giovanni Rotondo, al Convento che conserva il suo corpo.
“Ah! se io potessi sollevarti e darti un po’ di conforto. Ma io non sapendo fare altro, piango accanto a te … Le lacrime del mio amore per te e del dolore per i miei peccati, conscio di tanto tuo penare, si uniscano con le tue e possano salire al trono del Padre e piegarlo a misericordia verso di te e per tante anime che dormono ancora il sonno del peccato e della morte. Gesù ritorna ancora al suo luogo di preghiera, afflitto, accasciato: cade a terra più che prostrarsi; un’angoscia mortale lo strazia ed egli più intensamente prega”.
Il dolore del Cristo della Passione è reale e indescrivibile. Quando soffriamo, dunque, anche noi possiamo unire le nostre lacrime alle sue, perché servano a salvare le anime dei nostri fratelli e a confortare la nostra.
Di lui si è tanto discusso, in passato, prima di riconoscerne la santità. Durante la sua vita terrena, soffrì molto, a causa dei segni della Passione che lo accompagnarono per gran parte della sua esistenza e che non smettevano di sanguinare.
Il Padre di Pietrelcina, però, soffrì anche a causa della Chiesa che, attraverso il Sant’Uffizio (oggi Congregazione per la Dottrina della Fede) si rifiutava di credere alle manifestazioni mistiche che lo riguardavano. Fu Giovanni Paolo II, eletto Papa, a sciogliere ogni riserva su di lui, spingendo avanti la sua causa di canonizzazione.
Antonella Sanicanti
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