Padre Pio: il ricordo, nel giorno della sua nascita al cielo

Francesco Forgione (1887-1968, Pietrelcina) divenne Fra’ Pio tra i frati Minori Cappuccini. Si mosse, per motivi di studio e ragioni di salute, in diversi Conventi, prima di approdare, già sacerdote, a San Giovanni Rotondo sul Gargano, in Puglia.

Padre Pio
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Padre Pio, nel corso del suo operato, fu, soprattutto, un uomo duramente provato dal giudizio e dalle diffidenze, anche della Chiesa. Per anni, non volle accettare alcuni dei fatti che segnarono la sua esistenza.

Il semplice ed umile frate recitava continuamente il Santo Rosario e viveva l’Eucarestia con sentita immedesimazione nella Passione di Cristo. Sopratutto, però -come tanti hanno, poi, testimoniato- pativa strane sofferenze di cui non era chiara la causa: dolori al petto, tremolii, pallori, sudorazioni, febbre alta …

Padre Pio: quelle sofferenze che indignarono il Sant’Uffizio

Tutto questo, spesso, gli impediva anche di nutrirsi del necessario. Era causato dall’aver ricevuto le stimmate e la transverberazione (la ferita al costato), come quelle di Cristo in croce. Ecco cosa si legge in una lettera inviata al suo Padre spirituale, in quegli anni: “Io mi avvidi che mani, piedi e costato erano traforati e grondavano sangue.

Immaginate lo strazio che sperimentai allora e che vado sperimentando continuamente quasi tutti i giorni. La ferita del cuore getta assiduamente del sangue, specie dal giovedì sera fino al sabato. Padre mio, io muoio dal dolore per lo strazio e la confusione susseguente che io provo nell’intimo dell’anima!” .

San Pio
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La sentenza del Sant’Uffizio

Dopo essere stato più volte sottoposto a perizie mediche, risultate discordanti, il Sant’Uffizio (oggi Congregazione per la Dottrina della Fede), preoccupato che tutto ciò potesse generare fanatismo e distorsione della verità, decise di non permettergli più di celebrare la Santa Messa in pubblico o di ricevere i fedeli. Padre Pio fu sospettato di essere affetto da una patologia morbosa, che lo rendeva autosuggestionante.

Il 31 Maggio del 1923, il Sant’Uffizio comunicò ufficialmente: “La Suprema sacra Congregazione del Santo Uffizio, cui spetta di provvedere all’integrità della Fede e dei Costumi, premessa una inchiesta sui fatti che vengono attribuiti al P. Pio da Pietrelcina dei Minori Cappuccini del Convento di San Giovanni Rotondo nella Diocesi di Foggia, dichiara non constare da tale inchiesta della soprannaturalità di quei fatti ed esorta i fedeli a conformarsi nel loro modo di agire a questa dichiarazione”.

Oltre a provocare in Padre Pio uno stato d’animo indescrivibile che lo faceva sentire abbandonato dalla Chiesa in cui tanto aveva creduto (e verso la quale mai disubbidì o perse fiducia), arrecava danno alla sua spiritualità e a quella dei fedeli.

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Quello fu, probabilmente, uno dei momenti più terribili della vita di Padre Pio: alla sofferenza per i segni della Passione, si aggiungeva il dolore di esser stato privato di gran parte dello scopo della sua esistenza.

Ecco cosa scriveva, in solitudine, preso dallo sconforto:“Ho letto la vostra lettera dinanzi a Gesù sacramentato e lui solo sa quante lacrime ho versato. (…) Era da ieri che il mio spirito si sentiva solo, completamente solo … abbandonato da tutti”.

E ancora: “Mi sento proprio squarciato l’animo ed annientato, fino al punto da non poterne più. (…) Mi dite pure che io sono causa di non far godere la pace ai confratelli … quale pace ho mai io turbata! … In quanto alla pace mia, questa si che è assiduamente messa alla prova. Ma di ciò io non ne incolpo nessuno, all’infuori del diavolo, e sfogo tutta l’ambascia del mio cuore dinanzi a Gesù”. 

Padre Pio: la lotta contro il male

Ma Padre Pio aveva ricevuto anche altri doni: l’osmogenesia (l’emanazione dal suo corpo di un profumo di gelsomini, rose e viole) e la bilocazione. Ad esempio, si dice che si sia trovato, pur stando nella sua cella, accanto al generale Cadorna, dopo la disfatta di Caporetto, e ne impedì il suicidio.

La notte, poi, i Confratelli raccontavano di sentire strani rumori, provenire dalla sua stanza, eventi che spiegavano come segni della lotta, anche fisica, contro il maligno, che Padre Pio sosteneva spessissimo.

Padre Pio, finalmente rinfrancato

Dopo qualche anno, Padre Pio, anche grazie al sostegno e alla documentazione raccolta da chi gli era rimasto affezionato, venne riabilitato. Lui, che aveva consigliato e guarito tanta gente, finalmente poteva tornare in mezzo a loro, fiducioso che anche la Chiesa avrebbe, prima o poi, compreso, le intenzioni e le sue innegabili qualità mistiche.

Per quanti chiedevano una preghiera, da lui definita “il respiro del cuore”, istituì dei veri e propri gruppi. Realizzò, inoltre, nel 1956, un grandioso progetto: l’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza”, oggi tra i migliori d’Europa, pensato per alleviare i dolori, nel corpo e nello spirito, dei sofferenti, di cui conosceva sin troppo bene il patire, e costruito grazie alle offerte di fedeli di tutto il mondo.

La morte e la canonizzazione di San Pio

Alla sua morte, avvenuta il 23 Settembre del 1968, i segni della Passione di Cristo, scomparvero, misteriosamente, dal suo corpo ed erano stati li per ben 50 lunghi anni! Giovanni Paolo II, che aveva avuto modo di conoscere nel 1947, fu sempre un suo sostenitore, tanto che, spinse avanti la sua causa di canonizzazione e testimoniò lui stesso un miracolo di Padre Pio.

Sull’immaginetta, ricordo della consacrazione a sacerdote di Padre Pio, si leggeva già il suo programma di santità: “Gesù, mio sospiro e mia vita, oggi, che trepidante ti elevo in un mistero d’amore, con te io sia pel mondo via, verità e vita e per te, Sacerdote santo, vittima perfetta.”.

 

Preghiera a Padre Pio

O glorioso San Pio, viva immagine di Cristo crocifisso, noi ammiriamo e lodiamo la bontà di Dio, operatore di meraviglie, che ti ha donato all’umanità in questo secolo di sconvolgimento e di morte, quale stupendo esempio di santità e potente intercessione.

Tu che, nella gloria del paradiso, hai concluso nella Pasqua eterna il tuo cammino di piena conformazione a Cristo crocifisso, segna anche a noi la stessa strada, perché non ci abbattano le prove a cui siamo sottomessi, non vacilli la nostra fede, non si affievolisca la speranza.

Cammina ancora con noi, o glorioso Santo, trascinaci dietro il profumo delle tue virtù. Ti affidiamo le nostre famiglie, fa che sperimentiamo la tua potente intercessione nelle necessità e nelle tribolazioni, perché possiamo tutti un giorno condividere con te, accanto al Cristo risorto e alla Vergine glorificata, la beatitudine senza fine del cielo. Amen.

3 Gloria

 

Antonella Sanicanti

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