Dialogo tra Padre Pio e un’anima del Purgatorio

Padre Pio dialogò con un'anima, per concessione divina
Padre Pio

E’ consolante, a dir poco, leggere le testimonianza dei Santi, che descrivono la loro vita quotidiana, fuori dal normale, ma comunque vissuta esattamente nell’arco della nostra stessa storia terrena.
E’ un espediente che ci permette di sentirci più vicini a loro e alle esperienze di vita che sperimentarono; quasi ci da la spinta giusta, per affidarci alle loro intercessioni, sicuri che, essendo stati uomini prima che Santi, ci possano comprendere a pieno e aiutarci.
Padre Pio aveva raccontato a Padre Anastasio di una sera, in cui era in solitudine e stava pregando: “Sentii il fruscio di un abito e vidi un giovane frate trafficare all’altare maggiore, come se spolverasse i candelabri e sistemasse i portafiori. Convinto che a riordinare l’altare fosse fra Leone, poiché era l’ora della cena, mi accosto alla balaustra e gli dico: Fra Leone, vai a cenare, non è tempo di spolverare e aggiustare l’altare”.

Ma il frate gli rispose e non era la voce di fra Leone, dunque, Padre Pio gli chiese chi fosse: “Sono un vostro confratello, che qui fece il noviziato. L’ubbidienza mi dette l’incarico di tenere pulito e ordinato l’altare maggiore, durante l’anno di prova. Purtroppo, più volte mancai di rispetto a Gesù Sacramentato, passando davanti all’altare, senza riverire il Santissimo, conservato nel Tabernacolo. Per questa grave mancanza, sono ancora in Purgatorio”.

Dopo essersi così spiegato e descritto, quel frate disse che il Signore gli aveva concesso di chiedere clemenza, proprio a Padre Pio, perché sarebbe rimasto ancora in Purgatorio, solo fino a quando lui avesse pensato fosse opportuno: “Io, credendo di essere generoso verso quell’anima sofferente, esclamai: vi starai fino a domattina alla Messa conventuale.
Quell’anima urlò: “Crudele!”, poi cacciò un grido e sparì. Quel grido lamento mi produsse una ferita al cuore, che ho sentito e sentirò tutta la vita. Io, che per delega divina avrei potuto mandare quell’anima immediatamente in Paradiso, la condannai a rimanere un’altra notte nelle fiamme del Purgatorio”.

Questa lettura è un modo per riflettere sulla nostra condotta giornaliera, che spesso ci induce nella tentazione di bypassare il rispetto per gli altri o per le norme di Dio; che spesso ci propone di giustificare la nostra superficialità nei confronti delle abitudini morali, come verso altri nostri fratelli, che condividono con noi questo pezzo di storia.

Antonella Sanicanti