Secondo padre Perrella, questa ci mostra la “Maternità” e la “Verginità” della Chiesa.
La venerazione della Madonna come Maria Mater Ecclesiae deriva dalla volontà di papa Paolo VI. Il titolo è stato assegnato in occasione della costituzione dogmatica Lumen Gentium. L’assegnare questo titolo alla Madonna, è stato visto dal Santo Padre come un gesto necessario per spiegare ai fedeli cos’era la Chiesa. Farlo attraverso la Madre di Dio permetteva di non allontanarsi da quanto scritto nei vangeli. Da quel momento in poi la figura della Madonna è stata sempre più centrale per la Chiesa ed il suo ruolo di madre di tutti noi è stato ribadito anche nel decreto Ecclesia Mater di papa Francesco.
Ma quale ruolo ha la figura della Madonna nella dottrina ecclesiastica? Per spiegarlo utilizzeremo le parole di padre Perrella, sacerdote dell’Ordine dei servi di Maria che in un’intervista concessa a ‘Famiglia Cristiana‘ ha detto: “Se la Chiesa vuole essere fedele alla sua vocazione di ‘madre’ e ‘vergine’, deve celebrare sempre meglio i sacramenti con l’attiva e fruttuosa partecipazione di tutti”. Spiega il sacerdote in un primo momento, per poi aggiungere: “E farlo insieme a Maria, la donna in cui lo Spirito ha ‘anticipato’ gli esiti di tale ‘maternità’ e ‘verginità'”.
Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, le testimonianze riguardanti le apparizioni della Madonna si sono fatte più frequenti. Alle storiche apparizioni di Lourdes, sono succedute quelle di Fatima ed oggi assistiamo a quelle di Medjugorje che sembrano non voler terminare. Proprio la maggiore presenza di fenomeni soprannaturali sembra aver dato al culto della Madonna maggiore visibilità rispetto al culto Cristo-centrico. Lo stesso padre Perrella, però, spiega come le apparizioni non tolgano importanza al culto di Cristo, anzi servono proprio ad riportare i fedeli alla preghiera.
In primo luogo il sacerdote spiega che le apparizioni non avvengono per volere della Madonna: “Le apparizioni fanno parte della strategia del cielo, che è per l’ umanità. Maria appare in modi, momenti, con tipologie e messaggi che sono diversi”. Successivamente conferma la bontà di tali avvenimenti che, sebbene non siano necessari, aiutano i fedeli a rinnovare la propria fede: “Sono segno della presenza di Dio nel mondo per richiamare l’ uomo alla conversione, alla penitenza, all’ Eucaristia, vivendo la fede anche in senso ecclesiale”.
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Luca Scapatello
Fonte: Famiglia Cristiana
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