In questi giorni la diocesi di Saint-Étienne-du-Rouvray celebra la figura di padre Hamel, anziano sacerdote ucciso da fondamentalisti islamici il 26 luglio del 2016. Lo scorso marzo si è conclusa l’inchiesta diocesana sulla causa di beatificazione.
Nel caldo luglio del 2016, padre Jacques Hamel si preparava come ogni giorno a celebrare la messa mattutina per i fedeli della diocesi di Saint-Étienne-du-Rouvray, quando due soggetti a volto coperto interrompono la sacralità del momento e cominciano a seminare il terrore. I due invasori, due fondamentalisti islamici, cercano invano di far rinnegare al sacerdote la sua fede per Gesù Cristo, ma il loro tentativo risulta vano (queste le sue ultime parole). Alla fine, stanchi di provare, i malviventi pongono fine alla vita di quel sacerdote amato da tutti per la capacità di dialogare.
Si tratta dell’ennesimo attacco terroristico portato da sedicenti fedeli islamici in Francia, l’ennesimo duro colpo alla serenità dei cittadini che, vista la marginalità del paese colpito, temono di non essere al sicuro da nessuna parte. Dopo qualche giorno, però, alla paura fa spazio la speranza e la fiducia, nonché la consapevolezza che c’è Dio a proteggere il loro cammino e che il martirio di padre Hamel sarà un esempio vibrante di fede, del fatto che odio e violenza non possono scalfire la devozione e non possono convertire gli animi.
Passano poco più di due mesi, è il 14 settembre del 2016, prima che Papa Francesco riconosca il martirio subito da padre Hamel ed apra di fatto la causa di beatificazione del sacerdote di Rouen. Quella causa è andata avanti per due anni e mezzo prima che si concludesse la fase d’inchiesta diocesana, ed ora è entrata in quella del processo di beatificazione. In questi giorni, a ridosso dell’anniversario della sua morte, i membri della diocesi francese gli hanno reso omaggio con la recita di un rosario, una veglia ed una processione silenziosa.
Oggi, dunque, a tre anni di distanza da quanto successo, si può essere certi che il brutale assassinio di padre Hamel ha risvegliato la fede sopita di molti. Il suo esempio è luce guida per chiunque abbia dubbi, per chi si fa sovrastare dalla paura e pensa di aver perso la fede. Il sacerdote è il primo martire europeo del XXI secolo, il primo uomo a raccogliere l’eredità di tanti Santi del passato che del coraggio di professare la propria fede in Cristo hanno fatto una bandiera.
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Luca Scapatello
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