Vangelo del 21 luglio 2026: Gesù rivela chi appartiene davvero alla sua famiglia

Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco riflette sul senso autentico della preghiera e sul valore di chi sceglie ogni giorno di compiere la volontà di Dio.

Gesù in mezzo alla folla
Vangelo 21 luglio 2026-lalucedimaria.it

Gesù insegna che il vero legame con Lui proviene dal compiere la volontà dell’Altissimo. Egli dice chiaramente: «Chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre». 

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 12,46-50

In quel tempo, mentre Gesù parlava ancora alla folla, ecco, sua madre e i suoi fratelli stavano fuori e cercavano di parlargli.
Qualcuno gli disse: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e cercano di parlarti».
Ed egli, rispondendo a chi gli parlava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». Poi, tendendo la mano verso i suoi discepoli, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! Perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, egli è per me fratello, sorella e madre».

Commento di don Luigi Maria Epicoco

Prima di andare al cuore del Vangelo vorrei che sostassimo un istante su un dettaglio del Vangelo di oggi: “Mentre egli parlava ancora alla folla, sua madre e i suoi fratelli, stando fuori in disparte, cercavano di parlargli”. Mi colpisce la discrezione di Maria e del resto della famiglia. Non pretendono. Non hanno posto in prima fila. Semplicemente “cercano” di parlargli.

don Luigi Maria Epicoco
don Luigi Maria Epicoco -lalucedimaria.it

Che cos’è la preghiera? La preghiera è cercare di pregare. Non è un gioco di parole, ma forse la verità di fondo della preghiera, perché non sempre riusciamo a pregare, non sempre riusciamo a parlargli come vorremmo. Ma a noi è chiesto di cercare di farlo, di provare, di tentare. Ecco allora che interviene Gesù e ci spiega cosa ci dispone di più alla preghiera: “Ed egli, rispondendo a chi lo informava, disse: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?».

Poi stendendo la mano verso i suoi discepoli disse: «Ecco mia madre ed ecco i miei fratelli; perché chiunque fa la volontà del Padre mio che è nei cieli, questi è per me fratello, sorella e madre»”. Tentare di fare la sua volontà ci mette in relazione profonda con Lui. Accontentarsi solo di informazioni non ci aiuterà mai a pregare veramente. Solo una vita vissuta come continuo tentativo di mettere in pratica ciò che ci ha annunciato, ci dispone anche a incontrarlo veramente, ma questa volta non come folla, ma come “madre, fratello, sorella, amico”.

Di Maria possiamo essere certi che è Sua Madre, non solo perché lo ha partorito ma perché tutta la Sua vita è stata un continuo fare la Sua volontà. Non risultano allora inopportune le parole di Gesù nel vangelo di oggi. Sono solo una precisazione. Maria non è mai “fuori”, è sempre lì con Lui al di là di dove si trovi fisicamente perché ogni istante della sua vita è stata fare la volontà di Dio. L’ha appreso anche Lei quel giorno.

Cos’è una buona preghiera

Si è accorta anche Lei che “essere suoi” vale più di ogni tentativo di parola. La nostra preghiera è una buona preghiera quando ci mette nelle condizioni di “essere suoi”, nonostante certe volte non riusciamo a trovare le parole giuste o i modi giusti di avvicinarLo.