Ora il mio vero sballo è suonare per la Madonna.

 

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Lo scorso 2 agosto, Ronald Patzleiner, ex membro del gruppo religioso Figli del Divino Amore, ha condiviso la sua esperienza di vita, raccontando i passi che lo hanno condotto ad una vita dedita alla fede in Dio ed all’aiuto verso il prossimo.

 

Nato a Bolzano (in Alto Adige) da una famiglia di origine austriaca, è stato cresciuto con un educazione tradizionale cattolica ed a nove anni è diventato anche un chierichetto. In famiglia, però, non si pregava quasi mai, la fede era più un costume che una parte integrante della vita e si limitava ai soli pasti. Inoltre, la comunicazione con i genitori era ridotta al minimo e la sua esperienza scolastica non era delle più esaltanti: “A scuola spesso mi sentivo a disagio perché facevo fatica a seguire quello che facevano gli altri e ad essere diligente”.

 

Queste difficoltà relazionali, lo spinsero a soli 13 anni a provare l’alcol ed il fumo, la sensazione di libertà e felicità data dagli effetti dell’alcol lo fecero sentire come mai nella sua vita, e l’eccesso nel bere divenne un abitudine. Quel nuovo stile di vita mal si conciliava con la vita del chierichetto, così decise di abbandonare il ruolo. Il resto dell’adolescenza è stata vissuta come una reazione alla famiglia ed alle imposizioni, la scuola è stata finita con il minimo sforzo ed i pomeriggi erano scanditi da bevute e sigarette, presto è arrivata anche la marijuana ed alti tipi di droghe: “Anche se, dice Patzleiner, ho avuto la grazia di non usare mai le siringhe”.

 

Finita la scuola, Ronald ha continuato con la sua vita dissoluta, il lavoro era un male necessario e dalla vita non desiderava nient’altro che trovare attimi di appagamento. Proprio riguardo quel periodo Patzleiner ci tiene a raccontare un aneddoto: “Mi trovavo in una via stretta, vicino casa di un amico che stavo aspettando fuori dal portone, ero bello che “fatto”;d’un tratto è apparso un uomo alto e magro vestito con un frack, mi sono girato a guardarlo ed è scomparso fisicamente, sono rimasto scioccato”. Solo tempo dopo ha maturato quella esperienza, dopo la conversione, quell’uomo era Satana che lo accompagnava nella dissolutezza.

 

In quei giorni difficili, l’interiorità era insostenibile, il male accumulato lo faceva pensare spesso al suicidio, la vita aveva perso il suo senso, così, annacquava la disperazione in additivi di vario genere che lo aiutavano a scappare dalla triste realtà. I suoi genitori erano molto preoccupati, racconta Ronald, già da tempo si erano uniti a gruppi di preghiera per salvare la sua anima, ma la soluzione si è presentata quando i due genitori hanno fatto il primo viaggio a Medjugorje, lì la madre ha capito che se avesse portato il figlio sarebbe riuscita a salvarlo da Satana.

 

Il viaggio a Medjugorje è arrivato nel momento più basso della sua esistenza (10 giorni prima aveva tentato il suicidio) e li seguendo le indicazioni di Madre Celeste ed il percorso dei pellegrini ha trovato quella pace che per tutta una vita aveva cercato invano: “Quando ero sulla collina delle apparizioni, sul Krizevac, in Chiesa, quando camminavo sui sentieri tra i campi sentivo una pace ed un amore grande che mi avvolgeva. Mi sentivo accettato ed amato”.

 

Al ritorno dal viaggio Ronald ha provato a cambiare vita, ma dopo una settimana è ricaduto negli stessi vizi. I genitori lo riportarono a Medjugorje, lui si era portato gli spinelli nella giacca, ma quando si è appartato per rollare una canna non ha trovato la marijuana. Come un folle è tornato sul pullman ma non c’era traccia della droga. Il desiderio lo faceva impazzire, era nervoso, in astinenza. In quel momento si è reso conto di quanto la sua vita dipendesse dalle droghe ed ha deciso di smettere. Con l’aiuto della comunità Ronald è riuscito finalmente a vincere i suoi demoni a trovare lavoro e la fede in Dio.