Viene definito il primo grande padre del monachesimo di stripe germanica, ancor prima della riforma di Cluny. Diffonde nel Nord Europa la regola monastica di Benedetto da Norcia, tanto da esser, anche, raffigurato, in alcuni ritratti, insieme a lui.
Affida ai monaci tutte le regole da osservare e si adopera pienamente per il rinnovamento della liturgia romana.
In questo dodicesimo giorno del mese di febbraio, la chiesa venera San Benedetto di Aniane. Monaco cristiano visigoto, figlio di una nobile stirpe che governa nel Sud della Francia. Dopo essere stato educato a corte nel palazzo di Pipino il Breve, nel 774 segue l’esercito di Carlo Magno, che scende in Italia per combattere contro i Longobardi. In quello stesso anno, però, decide di ritirarsi dalla vita pubblica e di farsi monaco a seguito della morte del fratello.
Entra nel monastero borgognone di San Sequano (Saint-Seine), non lontano da Digione, dove prende il nome di Benedetto. Studia nei primi anni di vita monastica le grandi regole del passato, tra cui la regola di San Colombano abate e poi quella di san Benedetto da Norcia convincendosi che il modello benedettino fosse quello più in sintonia con i tempi e con la tradizione dell’Occidente.
Nel suo tentativo di favorire un ritorno alla regola benedettina senza alterazioni, Benedetto non si sente appoggiato né dai monaci di Saint-Seine né dalla politica di Carlo Magno nei confronti del monachesimo. Lasciato il monastero di Saint-Seine, si trasferisce ad Aniane.
Qui riesce a portare avanti con più facilità il suo tentativo di riforma, perché ha l’appoggio del re d’Aquitania, Ludovico il Pio, che aiuta la riforma dei monasteri. Impone ai suoi monaci la regola benedettina senza nessuna mitigazione, insistendo soprattutto nel dare importanza all’ufficio divino e al lavoro e ridimensionando l’applicazione agli studi.
Allo scopo, poi, di stabilire chiaramente la superiorità della regola di san Benedetto sulle altre regole monastiche, compila una raccolta di tutte le regole antiche di cui è a conoscenza: si tratta del “Codex regularum” che contiene ventisette regole.
L’opera riformatrice di Benedetto raggiunge dimensioni imponenti. Viene chiamato dapprima a dirigere il monastero di Marmoutier nell’816, in Alsazia e dall’817 l’Abbazia di Novalesa, ed in seguito, ad erigere il monastero di Inden (ora Kornelimünster), nei pressi di Aquisgrana e nello stesso tempo è stretto collaboratore dell’imperatore, Ludovico.
Muore ad Aquisgrana nell’821 e viene sepolto ad Inden. I suoi resti sono andati poi dispersi.
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O Signore fa
che per l’intercessione di San Benedetto e dei tuoi santi,
l’umanità ritorni alla pratica della fede cristiana
per una nuova evangelizzazione di questo terzo millennio
a lode e gloria del tuo nome ed il trionfo della Chiesa.
Amen
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