Era un profugo del Nord Africa, arrivato via mare insieme ad altri compagni nella regione dell’Agro casertano, verso il V secolo d.C.
Tammaro e dodici suoi compagni, dopo aver anche delle torture, vengono imbarcati su una nave e lasciati alla deriva. Giungeranno, poi, fortunosamente sulle coste campane.
In questo primo giorno del mese di settembre, la chiesa venera San Tammaro. Giunto, non senza pericoli, sulle coste della Campania, intorno al V secolo d.C., insieme ad alcuni compagni di ventura, in seguito alle persecuzioni dei Vandali.
Essi, poi, si divideranno, dedicandosi alla predicazione del Vangelo nel Sud dell’Italia.
Tammaro ha lasciato ben poche notizie di sé. Si narra che Tammaro sarebbe incorso, insieme ad altri dodici vescovi africani, nella persecuzione dei Vandali fra il 439 e il 440.
I persecutori concepirono un piano per annullare per sempre la memoria di questi Vescovi. Dopo averli incatenati li fecero salire a bordo di una vecchia nave sfondata e senza timone, con il desiderio di vederli affogare.
L’imbarcazione però, con la guida di un angelo, lasciate le coste dell’Africa settentrionale, dopo un viaggio tranquillo attraverso il mar Mediterraneo, approdò a Volturnum, da dove i vescovi partirono alla volta di città e luoghi diversi della Campania, con lo scopo di diffondervi la fede di Gesù Cristo.
Giunto in Campania Tammaro si sarebbe ritirato a vita eremitica tra Morcone e Campolattaro, vicino a Benevento.
O Dio, che hai voluto illustrare con mirabile santità il tuo
confessore e vescovo san Tammaro, per i suoi meriti e la
sua intercessione, concedi a noi la tua grazia di giungere
alla gloria del cielo. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo
figlio, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello
Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
Amen
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ROSALIA GIGLIANO
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