Molti sono i numeri che, nella Bibbia, ricorrono più volte

Molti sono i numeri che, nella Bibbia, ricorrono più volte
La moltiplicazione dei Pani e dei pesci

Molti sono i numeri che, nella Bibbia, ricorrono più volte e che hanno un significato preciso (oltre a quello meramente numerico), in quanto definiscono una certa situazione e la inquadrano sotto una prospettiva storico/spirituale pregna di valenza.
Dopo aver commentato il significato dei numeri 12 e 7, ricordiamone altri, egualmente significativi, nella Sacra Scrittura.

Il numero 5 nella Bibbia

Il numero 5 è da considerare insieme al 50 e al 500. In particolare, sono ricordati nell’evento della moltiplicazione dei pani (che erano 5) e dei pesci (che erano 2), distribuiti alle 5000 persone presenti, disposte in gruppi di 50 (o 100 = 50×2).
“ “Quanti pani avete? Andate a vedere”. E accertatisi, riferirono: “Cinque pani e due pesci”.

Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono e si sfamarono, e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini”.

Notiamo, anche in questo racconto, la presenza dei numeri 7 (5 pani più 2 pesci) e 12 (le ceste di cibo che avanzarono).
50, poi, sono anche i giorni che distanziano la Santa Pasqua dalla Pentecoste, il giorno in cui, agli Apostoli riuniti nel Cenacolo, insieme a Maria, fece visita lo Spirito Santo Paraclito, che diede loro la forza di uscire per il mondo e predicare il Vangelo.

Il numero 8 nella Bibbia

Un altro numero menzionato nella Bibbia è l’ 8, che simboleggia la risurrezione, il giorno dopo il settimo, il giorno dopo il sabato, ossia quello in cui il sepolcro si trova vuoto, quello che indica il primo giorno della settimana in cui comincia il tempo, l’era, del Cristo risorto.
In quest’ottica, l’8 è il giorno della nuova Creazione, dove Cristo è il primo uomo (non più Adamo).

Ma c’è di più: se pensiamo al divino come alla perfezione del cerchio e all’umano come ad un quadrato, una figura costituita da 8 lati, l’ottagono, risulta essere la fase intermedia, il simbolo della trasformazione del Dio nell’uomo o viceversa.
Nelle chiese, il fonte battesimale è, infatti, ottagonale, perché, col battesimo, l’uomo si libera dal peccato originale, rinasce, per far parte della comunità cristiana, della chiesa, del Copro mistico di Cristo.

Inoltre, 8 sono le beatitudini, predicate da Gesù sulla montagna, per descrivere la natura del cristiano autentico: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi”.

Notiamo che con il termine ottava, nella liturgia, si indicano gli 8 giorni che seguono una festa importante, come, ad esempio, Natale o Pasqua (il giorno della festa è compreso).
Così, l’ottava di Natale culmina con il giorno in cui Gesù viene circonciso (come era usanza per gli ebrei); l’ottava di Pasqua termina con la Domenica in Albis, la domenica in cui le bianche vesti vengono deposte, definita così perché un tempo, quando i battesimi avvenivano solo durante la Veglia pasquale, i neo cristiani erano tenuti ad indossare una tunica bianca per tutta la settimana.

La Domenica in Albis è chiamata dagli ortodossi la domenica di San Tommaso: la lettura del Vangelo, infatti (anche per noi cristiani), narra dell’episodio del discepolo “… se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò”.
Gesù apparve di nuovo e allora anche Tommaso si convinse; Gesù disse: “Perché mi hai veduto hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”.
Dal 2000, quella domenica è anche la festa della Divina Misericordia, istituita da Giovanni Paolo II, ma richiesta direttamente da Gesù, secondo le apparizioni a suor Faustina Kowalska.

Il numero 9 nella Bibbia

Il numero 9, nel Vangelo, è collegabile all’ora nona (le 3 del pomeriggio), l’ora in cui Gesù muore in croce, l’ora in cui rimette lo Spirito e in cui tutto è compiuto; “ … e si fecero tenebre per tutto il paese, fino all’ora nona; il sole si oscurò. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando con gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito”. Detto questo, spirò”.

Inoltre, negli Atti degli Apostoli, si dice: “Tutti questi erano perseveranti e concordi nella preghiera, insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui”, riferendosi ai 9 giorni che intercorsero tra l’Ascensione di Gesù al cielo e la Pentecoste.
Probabilmente, la pratica devozionale delle Novene consta di 9 giorni consecutivi proprio per questo motivo. In quei 9 giorni, si ripetono le preghiere, in preparazione ad un evento liturgico, come il Natale, la Pentecoste, la Divina Misericordia, la commemorazione di un Santo o anche per richiedere una grazia o per ringraziare di averla ricevuta.

Antonella Sanicanti