Non è stata scomunicata la festa di Halloween, anche si ci piacerebbe tanto

 

 

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È certamente falsa la notizia di una presunta (e, dal punto di vista del diritto canonico, assurda) scomunica della festività di Halloween da parte della Chiesta cattolica.
Questa bufala, che si sta diffondendo sui social, è stata pubblicando da Giornale Quotidiano, sito che propone, significativamente, una sezione di “notizie incredibili” e che funziona come una sorta di aggregatore di notizie grottesche quando non di panzane assurde.

La presunta scomunica, secondo GQuotidiano, risalirebbe al 18 ottobre scorso. In realtà non si è mai verificato nulla di simile. Semmai, è stata pronunciato, da parte dell’Arcidiocesi di Varsavia, un giudizio negativo sulla festa di Halloween. Tutto questo è successo il 29 ottobre del 2012, come riportato, tra gli altri, dal vaticanista Giacomo Galeazzi nel suo blog OltreTevere (LaStampa.it).

La scomunica è, e resta, una pena che esclude un membro di una chiesa cristiana dalla comunità dei fedeli in seguito di gravi e ostinate infrazioni alla morale e alla dottrina: per natura e per definizione, dunque, si possono scomunicare le persone, non certo le feste e le ricorrenze.

Questo dice la Chiesa nel  post pubblicato dal suo sito ufficiale, Vicariatus Urbis, a nome del Movimento dell’Amore Familiare, datato 31 ottobre 2013:

«È importante per questo andare in controtendenza perché nella Vigilia, la notte del 31 ottobre, ci sono molte feste organizzate per halloween a cui vengono invitati i nostri piccoli cristiani. Essi si trovano coinvolti in un divertimento affatto sano, compiuto la notte che è tutta per halloween mentre il giorno è per le altre cose anche buone ma che non vengono recepite per il cuore già indurito dal senso di morte e di banalizzazione inculcato nella vigilia della festa di halloween. Non stiamo organizzando una semplice festa come tante altre, ma stiamo proponendo una vera e propria sfida culturale, una sensibilizzazione ai valori cristiani che non dobbiamo lasciarci portare via o calpestare. Si tratta di ‘investire’ energie e creatività per sviluppare valori cristiani anche per la crescita dei piccoli che sono i più indifesi».