Esiste un Movimento Eucaristico Giovanile, che insegna ai giovanissimi ad accogliere Cristo nella loro vita, il prima possibile.
Nel 2015, l’organizzazione, nata in Francia, ha già compiuto 100 anni e, in quell’occasione, ad una folla riunita in Vaticano, Papa Francesco disse: “Vedere giovani come voi, che credono a Gesù nell’Eucarestia, che credono che l’amore è più forte dell’odio; che la pace è più forte della guerra; che il dialogo è più forte dei conflitti; che l’armonia è più forte delle tensioni, a me dà speranza”.
Il MEJ (questa la sigla francese) ha raggiunto ormai 1,1 milioni di aderenti. Quel giorno, all’udienza, il Movimento era rappresentato da 1500 giovani di 35 Paesi diversi, appartenenti ad oltre 600 famiglie, provenienti dall’America, dall’Asia, dell’Oceania, dall’Europa.
Il Papa rispose alle domande dei giovani.
Pi Joulu, una ragazza di Taiwan, ad esempio, chiese in merito ai segnali di speranza per la fede, nel XXI secolo.
Papa Francesco disse: “Questo (indicando i giovani) è un segnale di speranza … Siamo in una guerra, una terza guerra mondiale a pezzi, questo è negativo, ma ci sono segni di speranza e di gioia”.
Poi, fu la volta di Magat Diop, una ragazza africana, che domandò come regolarsi, se i conflitti nascono in famiglia.
Il Santo Padre la tranquillizzò, dicendo che vivere dei conflitti, anche con le persone care, non è inusuale, basta però affidarsi al dialogo pacifico e sincero, per risolverli.
Così, si arrivò a parlare anche dei conflitti più importanti, che tanti Paesi vivono tutt’ora: “I conflitti sociali si risolvono col dialogo, ma anzitutto col rispetto per l’identità dell’altro. In Medio oriente, vediamo che tanta gente, le minoranze religiose, i cristiani non sono rispettati e vengono uccisi, perseguitati. Perché non si rispetta la loro identità”.
E Papa Francesco rivelò anche che, per lui, la sfida più grande da affrontare nella vita è proprio “Trovare sempre la pace nel Signore, quella pace che solo Gesù ti può dare”. “Saper discernere fra la vera pace e la falsa pace”, data, con tanti secondi fini, dal demonio ingannatore.
Antonella Sanicanti
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