Ecco una preghiera per ottenere il lavoro, che ci potrà essere di conforto e di aiuto, dal momento che sono passati molti anni da quando i politici annunciarono una crisi economica che avrebbe invaso, non solo il nostro Paese, ma tutta l’Europa. Purtroppo ne sono passati anche molti altri da quando, gli stessi, annunciarono la ripresa.
Nulla è cambiato e molte persone, padri di famiglia, giovani appena laureati e speranzosi nel futuro, gente di una certa età che ancora non riesce a ricevere la pensione maturata, sono sprofondate in un’angoscia terribile, consapevoli che l’indigenza, la povertà, stia per bussare alla porta, portando ennesime tasse da pagare, bollette, affitti in scadenza e nulla più.
Sappiamo bene, noi, che cedere alla tentazione del pensare che tutto sia ormai perduto, che non avremo più la possibilità di crearci un futuro dignitoso, è davvero facile e, qualche volta purtroppo, porta sull’orlo del suicidio -i casi di cronaca ce lo ricordano in continuazione.
La preghiera, anche in questo caso, pure in una situazione che sembrerebbe non avere nulla a che fare con la sfera spirituale, ci viene in soccorso e ci da nuova speranza, ci accompagna nella ricerca dell’agognato lavoro, ci fortifica nel caso in cui esso stenti ad arrivare, ci conforta quando non è ben retribuito e anche quando nessuno riconosce il merito per il nostro impegno e la nostra costanza.
Destreggiarsi nel mondo del lavoro non è semplice per nessuno, ma è tanto difficile anche entrarci e rimanerci. Oggi, come ha ribadito il Papa, anche ultimamente, sono troppi i datori di lavoro che, spaventanti dalla crisi in corso o semplicemente allettati dal guadagno, trattano i propri dipendenti come mezzi per produrre o per arrivare ad un fine, e non avranno, dunque, nessuna remora ad abbondonarli a se stessi quando non serviranno più.
Usiamo la preghiera, dunque, perché questo non accada mai più, perché l’arrivismo di pochi cessi di uccidere l’umanità di tutti gli altri, perché sia la coscienza cristiana, l’amore per il prossimo a vincere su tutti e a dettare le regole della società.
Signore, ti lodo e ti ringrazio per la tua bontà.
Credo che tu pensi a me e che anche “i miei capelli sono tutti contati”.
Grazie, perché Tu sei Provvidenza.
Tu lo sai, Signore, che anch’io ti amo e ti affido la mia vita.
Non ho lavoro e Tu, che hai fatto il falegname, puoi conoscere l’angoscia di chi non ha lavoro.
E’ per questo che ho fiducia in Te, perché sei il padrone della vigna.
Grazie, Signore, perché sono sicuro che mi troverai un lavoro, là dove la tua provvidenza ha previsto.
Ti ringrazio, Signore, perché con Te posso riuscire nella vita.
Antonella Sanicanti
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