Modifica del Padre Nostro: finalmente una spiegazione davvero chiara

Padre nostroLa modifica del Padre Nostro ci richiede ancora un po’ di tempo, perché possiamo metabolizzarla. La sostituzione dell’espressione “Non ci indurre in tentazione” con “Non abbandonarci nella tentazione” sarà un esercizio mnemonico arduo, che ci darà ragione e soddisfazione solo col passare dei mesi.

“Non ci indurre in tentazione” non è una buona traduzione secondo papa Francesco. La questione è stata riaperta dalla recente traduzione ufficiale della Chiesa Cattolica francese. Ma davvero allora abbiamo pregato il Padre Nostro nella maniera sbagliata? L’espressione “non ci indurre in tentazione” mette a disagio, perché, nel nostro sentire comune, giustamente pensiamo a Dio come colui che soccorre e sostiene nella tentazione. Come un Padre che solleva dalle cadute, non come qualcuno che le provoca. La traduzione della CEI ha già corretto il Padre nostro nel 2008, con l’espressione: “non abbandonarci alla tentazione”. Però, a dire la verità, anche questa traduzione solleva dei problemi. Nel video cerco di fare un po' di chiarezza sul senso originario dell'espressione. È un po' più lunghetto del solito. Seguitemi, se avete voglia e pazienza. Soundtrack: Kontinuum – Aware [NCS Release]Free Download: http://bit.ly/kontinuum-aware▽ Follow KontinuumSoundCloud https://soundcloud.com/kontinuumFacebook https://www.facebook.com/itsKontinuumTwitter https://twitter.com/itsKontinuum

Pubblicato da Bella, prof su Martedì 26 dicembre 2017

Perché cambia il Padre Nostro

Ciò che vorremmo, però, comprendere, intanto e sin da ora, è quando e se qualcuno abbia fatto un errore di traduzione, di trascrizione, di interpretazione, dell’unica preghiera data direttamente da Cristo agli Apostoli, mentre veniva tramandata ai posteri, a tutti noi.

Il video che proponiamo è molto chiaro in merito e pone giustamente l’accento sul problema fondamentale, che può far fraintendere l’espressione “Non ci indurre in tentazione“. Non è pensabile, infatti, che il Padre ci metta in pericolo, che ci inganni, come farebbe il demonio. E l’inghippo è proprio nel termine “tentazione”, che originariamente voleva significare “prova”.

Padre NostroIn quest’ottica, l’espressione “Non ci indurre in tentazione” del Padre Nostro diverrebbe una sensata e legittima invocazione a Dio, a cui chiediamo di non metterci alla prova, di risparmiarci -se è possibile- la croce, il dolore, pur avendo accettato la sua volontà qualche rigo prima.

Così, la storia della fede ci riporta al momento in cui Gesù stesso fu messo alla prova più dura, nell’orto degli ulivi; al momento in cui disse: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. Dunque, il Padre Nostro è la preghiera che Gesù stesso rivolse al Padre, come Figlio messo alla prova; è il messaggio con cui ha intessuto tutta la sua storia umana su questa terra.

Antonella Sanicanti

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