Mauro Pamiro: dietro la sua morte l’ombra delle sette spirituali

Proseguono senza sosta le indagini sulla morte del professor Mauro Pamiro, il cui corpo è stato ritrovato senza vita a duecento metri da casa.

Mauro Pamiro - vittima sette spirituali

Gli inquirenti hanno dichiarato di non escludere alcuna pista in merito alla morte di Mauro Pamiro, l’insegnante morto a 44 anni a Crema, in circostanza poco chiare.

Come riporta Il Corriere della Sera, il corpo di Mauro è stato trovato scalzo e senza telefonino, la mattina del 29 giugno in un cantiere distante circa 200 metri da casa. Ma ciò che sta insospettendo di più gli inquirenti, è lo strano giro di frequentazioni della vittima. Pare, infatti, che Mauro e la moglie frequentassero un gruppo che ha a che fare con la “scienza spirituale”, un pericolo non indifferente.

Mauro Pamiro: le piste degli agenti

Si stanno facendo strada, come fanno sapere gli inquirenti, diverse piste che potrebbero ricondurre alle cause del decesso. A lavorare sul caso è la squadra Mobile di Crema coordinata dal Pubblico ministero Davide Rocco. Gli agenti stanno valutando diverse piste, tra cui quella dell’omicidio, quella del suicidio e quella dell’incidente.

Ci sono troppe cose ancora non chiare, come ad esempio il fatto che la moglie non ha avvisato nessuno, nell’arco di 24 ore, della scomparsa del marito. Tra gli oggetti indagati, poi, c’è un disco registrato dallo stesso professore, con un brano che riporta un testo molto inquietante.

Quel cd e l’ipotesi delle sette spirituali

Il giorno dopo il rinvenimento del cadavere, gli agenti hanno trovato un oggetto che ha dato subito all’occhio e che è finito al centro delle indagini. Si tratta di un cd, registrato proprio dal professor Mauro, intorno alla fine di marzo. Ciò che insospettisce è l’ultimo brano del disco, “A last embrace”, ovvero “L’ultimo abbraccio”. Il brano, da quanto si apprende, è dedicato a una donna definita “la più dolce regina del Paese delle meraviglie”. Nel testo si leggono frasi come “la nostra favola di amore, dipendenza, dominio e dolore”.

Le strane frequentazioni, legate alla registrazione di un album dai testi inquietanti, hanno portato gli inquirenti a non credere al suicidio, ma a qualcosa di diverso. Tra l’altro, non solo i testi del disco risultano “particolari”, ma anche l’immagine incisa sulla copertina: una mano che schiaccia un pomodoro, dal quale esce del succo, rosso come il sangue.

Fabio Amicosante

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