Manduria: Antonio Stano vessato e ucciso per passatempo

Chi era Antonio Stano e perché nessuno ha avuto pietà di lui?

E’ don Aldo Buonaiuto che cerca di spiegarci quanto sia malata una società in cui gli adolescenti si armano di spietata cattiveria.

Antonio Stano
photo web source

“E’ l’intera società ad essere in pericolo, se a 15 anni non si ha il minimo rispetto e nemmeno pietà verso una persona anziana, vulnerabile per problemi psichici, sola e isolata, al punto da infliggergli un calvario di violenze, fino a provocarne la morte tra atroci sofferenze”.

I suoi aguzzini erano quasi tutti minorenni, tutti senza pietà e senza alcun rispetto per una persona indifesa. Che società stiamo costruendo, se per 20mila minorenni sono scattati provvedimenti penali, solo nell’ultimo anno? Quale esempio e quali modelli culturali stiamo offrendo ai giovani, a coloro che dovrebbero essere il futuro della nostra società, se 11mila reati sono stati commessi adolescenti?

Antonio Stano: ucciso dall’indifferezza di una società malata

.“La baby gang di Manduria è composta da minorenni che sembra non abbiano la benché minima consapevolezza di quello che hanno fatto: in questo vuoto spaventoso è racchiusa tutta la drammaticità dei fatti. Saranno gli adulti di domani. E loro complici sono tutte quelle persone che hanno finto di ignorare un dramma che non è accaduto in una metropoli, ma in un paesotto di circa 30 mila abitanti.

Ad uccidere il pensionato non è stata solo una banda di ragazzini ma un intero tessuto sociale, che con le proprie omissioni e silenzi ha condannato a morte una delle tante persone con problemi psichici che in Italia sono abbandonate senza tutela né assistenza”. Triste realtà quella di Manduria, una vergogna annunciata, che ha condannato un nuovo Cristo in croce, disprezzato dal popolo indifferente.

“Il fatto drammatico appena accaduto a Manduria è la punta insanguinata di un iceberg sconfinato. In provincia di Taranto, andava in scena da anni una escalation spaventosa di soprusi e raid punitivi, condotti secondo lo stile “Arancia meccanica” che non poteva non prefigurare l’atroce epilogo. Così il bullismo è diventato crimine efferato e la baby gang si sarebbe trasformata in branco spietato”.

Antonella Sanicanti

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