L’Italia concede la cittadinanza ad Alfie Evans

L'Italia concede la cittadinanza ad Alfie Evans
Alfie diventa cittadino italiano

Con una mossa a sorpresa i ministri degli Esteri Alfano e degli Interni Minniti hanno concesso la cittadinanza italiana al piccolo Alfie Evans, bambino di 23 mesi in stato semi vegetativo a cui stavano per staccare la spina all’Alder Hey Hospital di Liverpool, proprio nella giornata di oggi. Secondo quanto si apprende dai media britannici, infatti, i coniugi Evans sono riusciti ad ottenere un ulteriore deroga allo spegnimento dei macchinari che tengono in vita il figlio, chiedendo spiegazioni sulla forma della sentenza dell’Alta Corte che sanciva la definitiva decisione di sospendere la terapia di sostentamento attraverso i macchinari.

La decisione del governo Italiano di concedere la cittadinanza

Informati su quanto stava succedendo in queste ore in Inghilterra e su richiesta di Giorgia Meloni (deputato di FI) Angelino Alfano e Marco Minniti hanno concordato che la cosa giusta da fare era concedere al piccolo Alfie la cittadinanza nella speranza che questa ne permettesse un trasferimento immediato nel nostro Paese. Il trasferimento a Roma, all’ospedale pediatrico Bambin Gesù, è proprio il nodo da sciogliere nel caso del piccolo cittadino italo-britannico.

Da mesi, infatti, i coniugi Evans puntano ad ottenere il permesso di trasferimento dall’alta corte per poter continuare a sperare che un giorno Alfie possa in parte riprendersi (una ripresa totale non è possibile). L’ospedale romano ha già dato, come nel caso di Charlie Guard, la disponibilità ad accogliere il paziente e sono in molti gli italiani che sperano che questa possibilità venga concessa, anche e sopratutto dopo l’appello di papa Francesco della scorsa settimana. Il permesso però non è affatto scontato, era già successo nel caso di Charlie Guard che un paese straniero offrisse la cittadinanza (in quel caso gli Stati Uniti), ma questo non era servito ad accelerare la procedura di trasferimento, bensì ad un riesame del caso che poi è culminato con la decisione dei genitori di smettere di lottare.

Luca Scapatello