Suor Nazarena Crotta era una donna di fede che viene ancora ricordata per la sua profezia nonostante sia morta da 20 anni. Prima di sentire la chiamata del Signore Julia (il suo nome di battesimo) era una donna modello con grandi risultati nello studio, nello sport (principalmente il basket) e nella musica.
Un giorno, durante un ritiro spirituale, sente che Dio la chiama ad affrontare una vita diversa, che le chiede di vivere in un deserto colmo di silenzio. Spinta dalla voglia di avvicinarsi a Dio eseguendo ciò che le stava chiedendo Julia diventa Suor Nazarena Crotta e decide di vivere in clausura nel Monastero di Sant’Antonio abate a Roma, sul Monte Aventino.
In quella cella di 4 metri la religiosa ci vive per 40 anni, affidando le sue parole alla sola carta stampata ed alle preghiere rivolte a Dio per la salvezza dell’umanità. Una delle sue lettere portava una riflessione profonda derivata dal suo impegno quotidiano: “Ci vorrebbe una reclusa in ogni paese del mondo in modo da pregare per i governanti. Ma soprattutto una reclusa o un recluso dovrebbe essere a san Pietro. Una piccola stanzetta sopra la cupola per pregare per il Papa e per la chiesa”.
Quelle riflessioni dopo che Benedetto XVI ha abdicato hanno assunto una prospettiva diversa, suonando più come una profezia: come fare a non pensare che il Papa Emerito è in effetti un recluso in Vaticano che prega per il Papa e per la chiesa.
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