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Clamoroso le iene svelano una truffa ai danni dei fedeli

 

La storia che, in una delle ultime puntate del programma Le Iene, è stata svelata, ha davvero dell’incredibile, in quanto a crudeltà e delicatezza degli argomenti trattati.
Ebbe inizio nel 1992 a Uggio (Brindisi) e si è perpetuata per circa 20 anni.
Il diciassettenne Paolo Catanzaro raccontava di essere un mistico e, come tale, di avere carismi spirituali e segni sulla proprio persona della Passione di Cristo. Ai fedeli che accorrevano a lui mostrava le stimmate e, addirittura, durante le preghiere, segni della corona di spine sulla testa. Ostie apparivano misteriosamente tra le sue mani, distribuiva messaggi ricevuti dalla Madonna, mentre, dalla coroncina che stringeva tra le dita, usciva un olio miracoloso che veniva dato ai malati. Lasciava poi tracce, a mo’ di sindone, anche sui fazzoletti con cui si asciugava la fronte.
I devoti cominciarono ad accorrere da ogni parte, organizzando anche lunghi viaggi in pullman, pur di assistere alle sue cerimonie. Era venerato come un Santo in terra, anche se il Vaticano, sin da subito, si era pronunciato molto scettico, dichiarando di non avere prove reali sui fatti che stavano accadendo e che gli avvenimenti di Uggio erano fuori da un sano cammino di fede.
Ma le persone, bisognose di grazie, divennero sempre più numerose.
Come raccontano oggi alcuni testimoni, il presunto veggente, ad un certo punto, cominciò a chiedere soldi, spiegava che sarebbero serviti a costruire croci in tutto in mondo, atte a contrastare ogni calamità e a salvare molte vite.
Fu così che un fruttivendolo, uno dei testimoni che ora racconta i fatti (pur rimanendo nell’anonimato), decise di mandare a Paolo, ogni mese, circa 3.000 euro. Faceva sacrifici enormi per accumularli, negando addirittura il necessario alla propria famiglia, tanto era convinto della buone intenzioni del mistico. Nella stesso vortice persuasivo era caduta anche la moglie, che sperava di ottenere la grazia di rimanere incinta.
Se il dubbio cominciava ad insinuarsi tra i devoti, Paolo era sempre pronto a dare segni tangibili della veridicità di ciò che professava.
Assurda la situazione in cui all’uomo venne fatta trovare una rosa bianca sotto al letto, come segno della presenza divina nella sua situazione familiare. Anni dopo si scoprirà che l’aveva messa la stessa moglie: glielo aveva chiesto Paolo, come segno di devozione.
Ma come mai allora non si accorsero dell’inganno? Perché Paolo si era saputo tutelare ben bene: aveva imposto infatti ad ognuno dei suoi seguaci di non parlare agli altri dei segni ricevuti. Non solo, dava a loro delle gocce guaritrici da prendere ogni sera. Si saprà in seguito che erano a base di sostanze che inducevano sonno e rendevano i soggetti facilmente influenzabili.
Il fruttivendolo/testimone gli credeva al tal punto da pagare il Santo Paolo perché assorbisse su di se, come capro espiatorio, un tumore al fegato che in effetti non esisteva. Gli credette ciecamente anche quando disse che, per opera dello Spirito Santo, lui, un uomo, avrebbe partorito due gemelli, che avrebbero salvato il mondo. Trasferiti poi immediatamente a Fatima, perché dovevano essere protetti dagli attacchi del maligno che li avrebbero cercati per ucciderli, Paolo chiedeva denaro per il loro mantenimento, testimoniando con foto varie la loro esistenza. In realtà le foto mostravano i bambini di un’altra signora, prima complice poi vittima dello stesso veggente.
La donna in questione era stata soggiogata al punto da concedersi ad uomini facoltosi, che Paolo voleva attirare nella sua rete. Un giorno però rimase incinta e, siccome questo non rientrava nei piani di Paolo -racconta la donna oggi in lacrime, le raccontò che, il bambino che portava in grembo, sarebbe stato un vegetale, lei una madre egoista, se lo avesse partorito, e che quelle erano parole della Madonna! L’aborto contribuì a far sorgere dei dubbi nella donna che ancora oggi rimpiange amaramente l’azione compiuta.
Questi ed altri particolari indussero incertezze: finalmente i seguaci di Uggio cominciarono a parlare tra di loro, aprendo gli occhi, risvegliandosi, come da un sogno/incubo.
Oggi Paolo Catanzaro è perseguito per truffa reiterata e altri orrendi crimini. Le denunce sono partite da ogni luogo, mentre il Vaticano ribadiva, nel 2015, scomunicando il veggente, che non fossero autentiche le esperienze mistiche in oggetto e diceva ai fedeli di non sostenerne la causa.
A più di 20 anni dall’inizio di questa storia, come se i danni e il dolore seminati non fossero stati abbastanza, oggi Paolo Catanzaro si presenta al pubblico come Sveva Cardinale. Si, ora è una donna, attrice, scrittrice, stilista -dice, intervistava anche dalle Tv nazionali.
E proprio questo suo vezzo ha permesso al programma Le Iene, che hanno organizzato un finto provini, di smascheralo/a, chiedendole di rendicontare i suoi disfatti, impietosi, disumani e disdicevoli, nei confronti di gente che si è vista derubare anche della dignità delle proprie intenzioni di preghiera e devozione.

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