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La Nazionale Italiana di calcio che incita alle scommesse, mah

 

Il gioco d’azzardo in Italia è una grossa voce per le entrate economiche statali ed un altrettanto grossa piaga per le tasche di molti italiani. Se fino agli anni novanta, l’unica fonte di sperpero legata al gioco d’azzardo erano la schedina, il lotto ed i gratta e vinci con l’ingresso dei 2000 le possibilità di scommessa si sono ampliate e variegate: alla semplice schedina sono subentrati i centri scommessa, praticamente ad ogni angolo è possibile fare una scommessa su qualsiasi cosa si desideri, prendiamo ad esempio una partita di calcio, sul singolo evento è possibile scommettere non solo sul risultato finale ma anche sul risultato parziale, sul primo marcatore (di squadra e singolo), sul numero di cartellini e persino sul numero dei calci d’angolo.

 

Abbiamo preso ad esempio il calcio perché è lo sport più amato e praticato del nostro paese (ed anche perché da questa stagione un centro scommessa è il partner ufficiale degli azzurri), ma la stessa cosa si può dire per tutti i giochi d’azzardo, il lotto che fino ai novanta aveva le estrazioni bi settimanali è stato sostituito dal superenalotto (con la stessa formula ma con il finto obbiettivo di diventare milionario in un giorno solo) e dalle estrazioni del lotto ad ore. Chiariamo questo punto, il lotto, quello classico, adesso ha estrazioni di numeri ogni ora, questo aumenta l’illusione di vittoria ed il numero di scommesse giornaliere, un metodo meschino per imprigionare i giocatori cronici e patologici.

 

Poi c’è il poker online, prima fortemente combattuto dallo stato perché ufficialmente dava dipendenza e successivamente promosso tramite televisione ed altri media perché con gli introiti destinati allo stato e la piccola scritta finale “Gioca responsabilmente” ha smesso di fare perdere patrimoni alle persone. Possibile che in un periodo di crisi che ormai dura da almeno dieci anni, lo stato non abbia pensato a penalizzare il gioco d’azzardo con forti tassazioni come in Francia ed abbia anzi aumentato la pubblicità per invogliare un numero sempre maggiore di persone? Davvero si vuole speculare così tanto sulla povera gente pur di fare entrare soldi nelle casse? Non basta che sia le aziende che gli impiegati siano strozzati dalle tasse e costretti a ricorrere a finanziamenti sempre più simili a strozzinaggi pur di non perdere la casa o l’attività?

 

Questa situazione ha creato un incremento di giocatori problematici, che nel 2016 varia dall’1,3 % al 3,8% della popolazione (ovvero dai 700 mila ai 2,3 milioni di italiani), e di un aumento di quelli patologici che oggi variano dal 0,5% al 2,2% (dai 300 mila ai 2 milioni circa). Questi dati non sembrano interessare al governo, o perlomeno sono giustificati dal fine di fare entrare denaro nelle casse, come risulta chiaro dalla definizione data dalla Corte dei Conti: “Trova conferma  il consolidamento dell’affidabilità di una fonte di entrata che sembra aver perduto la sua tradizionale connotazione di aleatorietà”.

 

Niente di scandaloso se si pensa che anche una catastrofe come il terremoto in Abruzzo è stata sfruttata per introdurre le video roulette da 500 euro che nel resto del mondo sono contestate per la velocità con cui si perdono i soldi. Se le dichiarazioni di facciata del sottosegretario del governo, Pier Paolo Barretta, possono apparire come una presa di coscienza: “Ci siamo resi conto che nel territorio c’è una pervasività dell’offerta di gioco, sono oltre 400mila le slot diffuse in bar, tabacchi e sale giochi. Era necessario ridurre questa distribuzione per limitare la dipendenza”, la realtà è ben altra, ed il gioco d’azzardo viene costantemente spinto.

 

Data la situazione, che Intralot sia diventato lo sponsor della Nazionale Italiana di calcio sembra una logica conseguenza, specchio di un paese corrotto che punta al guadagno facile indipendentemente da quali e quanti  esseri umani debbano  essere calpestati.

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