La Domenica delle Palme raccontata attraverso una visione mistica

Nel giorno della Domenica delle Palme, Si celebra l’entrata di Gesù a Gerusalemme: il popolo lo acclama ma lui già conosce la sua sorte e il tradimento di chi ora lo esalta.

Ingresso a Gerusalemme
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Riguardo alla vita e alla predicazione di Gesù, possiamo trarre tutto il necessario per la nostra fede dai Vangeli.

Eppure, nel tempo Gesù e Maria avrebbero, per la nostra edificazione, rivelato più dettagliatamente alcuni fatti sulla loro vita o su eventi futuri ad alcuni mistici e mistiche.

Ecco dunque come la nota mistica italiana Maria Valtorta vide l’entrata trionfale di Gesù a Gerusalemme prima di essere crocifisso.

Maria Valtorta (Caserta, 14 marzo 1897 – Viareggio, 12 ottobre 1961) ricevette numerosissime visioni sulla vita di Gesù e Maria, che trascrisse in un libro di 10 volumi, “L’Evangelo come mi è stato rivelato”.

Anche se non sono stati ancora riconosciuti ufficialmente, questi scritti vengono tutt’ora studiati.

L’ingresso di Gesù a Gerusalemme visto dalla mistica Valtorta

Gesù alza le mani imponendo silenzio e poi con la destra accenna la città. Un gesto largo come di uno che semini avanti a sé.

E dice: «Quella è la Corruzione. Noi entriamo in Gerusalemme. Noi vi entriamo. E solo l’Altissimo sa come vorrei santificarla portandovi la Santità che viene dai Cieli. Risantificarla, questa che dovrebbe essere la Città santa. Ma non potrò farle nulla. Corrotta è e corrotta rimane.

La mancanza di fede di Gerusalemme

E i fiumi di santità che sgorgano dal Tempio vivo, e che ancor più sgorgheranno a giorni sino a lasciarlo vuoto di vita, non saranno sufficienti a redimerla. Verrà al Santo la Samaria e il mondo pagano. Sui templi bugiardi sorgeranno i templi del Dio vero. I cuori dei gentili adoreranno il Cristo. Ma questo popolo, questa città gli sarà sempre nemica, e il suo odio la porterà al più grande peccato.

Ciò deve avvenire. Ma guai a coloro che saranno strumenti di questo delitto. Guai!…».
Gesù guarda fissamente Giuda che gli è quasi di fronte.
«Ciò a noi non avverrà mai. Noi siamo i tuoi apostoli e crediamo in Te, pronti a morire per Te». Giuda mente spudoratamente e sostiene lo sguardo di Gesù senza impaccio. Gli altri uniscono le loro proteste.

La tentazione dietro l’angolo

Gesù risponde a tutti evitando di rispondere a Giuda direttamente.
«Voglia il Cielo che tali voi siate. Ma molta debolezza è ancora in voi, e la tentazione potrebbe rendervi simili a coloro che mi odiano. Pregate molto e molto vegliate su voi. Satana sa che sta per esser vinto e vuole vendicarsi strappandovi a Me. Satana è intorno a noi tutti. A Me per impedirmi di fare la volontà del Padre e compiere la mia missione. A voi per fare di voi dei suoi servi. Vegliate. […]

E tu, città che vuoi la tua rovina e sulla quale Io piango, sappi che il tuo Cristo prega per la tua redenzione. Oh! se almeno in quest’ora che ti resta tu sapessi venire a Chi sarebbe la tua pace! Almeno comprendessi in quest’ora l’Amore che passa fra te e ti spogliassi dell’odio che ti fa cieca e folle, crudele a te stessa e al tuo bene! […]

Gesù piange Gerusalemme

Piango, amici, poiché ho cuore d’uomo e le rovine della patria ne traggono lacrime. Ma ciò è giusto si compia poiché la corruzione supera, fra queste mura, ogni limite e attira il castigo di Dio. Guai ai cittadini causa del male della patria! Guai ai rettori che ne sono la principale causa! Guai a coloro che dovrebbero esser santi per portare gli altri ad essere onesti e invece profanano la Casa del loro ministero e se stessi! Venite. A nulla gioverà la mia azione. Ma facciamo che la Luce splenda ancora una volta fra le Tenebre!».

E Gesù scende seguito dai suoi. Va velocemente per la via con un viso serio e direi quasi accigliato. Né più parla.[…]

Le foglie di palma

Gesù indica il puledro, sino allora mai cavalcato, come sua cavalcatura […] mentre Pietro cammina a un lato del Maestro […], tenendo le briglie della bestia non doma, che però procede tranquilla come fosse usa a quell’ufficio, senza imbizzarrirsi o spaventarsi dei fiori che, gettati come sono verso Gesù, colpiscono sovente la bestiola negli occhi e sul morbido muso, né dei rami di ulivo e delle foglie di palma agitate davanti e intorno ad esso, gettate in terra a far tappeto coi fiori, né dei gridi sempre più forti di: «Osanna, Figlio di Davide!», che salgono al cielo sereno, mentre la folla sempre più infittisce e si accresce per nuovi venuti. […]

Farisei e di scribi […]  urlano: «Fa’ tacere questi pazzi! Richiamali alla ragione! Solo Dio va osannato. Di’ che tacciano! ».
Al che Gesù risponde dolcemente: «Anche se Io lo dicessi di tacere e questi mi ubbidissero, le pietre griderebbero i prodigi del Verbo di Dio».

Osanna
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Osanna!

Perché infatti la gente – oltre che gridare:

«Osanna, osanna al Figlio di Davide! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore. Osanna a Lui e al suo Regno! Dio è con noi! L’Emmanuele è venuto. È venuto il Regno del Cristo del Signore! Osanna! Osanna dalla Terra sino all’alto dei Cieli! Pace! Pace, mio Re! Pace e benedizione a Te, Re santo! Pace e gloria nei Cieli e in Terra! Gloria a Dio per il suo Cristo! Pace agli uomini che lo sanno accogliere. Pace in Terra agli uomini di buona volontà e gloria nei Cieli altissimi, perché l’ora del Signore è venuta» (e chi grida quest’ultimo grido è il gruppo compatto dei pastori che ripetono il grido natalizio) – oltre questi gridi continui, la gente di Palestina narra ai pellegrini della Diaspora i miracoli che hanno visto, e a chi non sa ciò che avviene, perché straniero di passaggio fortuitamente dalla città e che chiede: «Ma chi è Costui? Che avviene?», spiegano: «È Gesù! Gesù, il Maestro di Nazaret di Galilea! Il Profeta! Il Messia del Signore! Il Promesso! Il Santo!».

(Tratto da “L’Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta)

Elisa Pallotta

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