Ecco gli ultimi istanti della vita di san Francesco

 

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Ieri, 4 ottobre, era il giorno della celebrazione di San Francesco, in rispetto del suo spirito il Pontefice (che in suo onore aveva scelto il nome Francesco I) è andato a fare visita alle popolazioni terremotate di Amatrice ed Accumoli scegliendo il modo migliore di onorare i suoi insegnamenti.

Tutti sappiamo bene o male la storia in vita di San Francesco d’Assisi, della sua decisione di abbandonare i beni terreni per seguire la vocazione del suo impegno con i poveri, ma quanti di noi conoscono i suoi ultimi istanti di vita?

 

Oggi vi racconteremo le ultime fasi di vita di uno dei Santi più influenti della storia cattolica: I frati, preoccupati per le condizioni di Francesco, lo vanno a trovare in una capanna adibita a luogo di cura presso la Chiesa dedicata a Maria che lo stesso Francesco aveva riparato. Appena entrati vengono accolti da lui in questo modo: “Leone, Masseo, Angelo e Ruffino, avvicinatevi e toglietemi tutti i vestiti”, i frati non capiscono il motivo di questa richiesta, così Francesco gli spiega: ”Compagni di tante battaglie, non abbiate timore. Il Padre mi ha buttato nudo nel mondo e nudo voglio tornare tra le sue braccia. Voglio morire  nudo come il mio Signore Gesù Cristo. Voglio morire tra le braccia di donna povertà e nel seno di madre terra, mia sorella. Spogliatemi dunque di tutti i vestiti”.

 

Tolti i vestiti, i monaci piangevano a dirotto, il compagno ed ispiratore di una vita li stava abbandonando a causa delle ferite e della grave malattia che l’aveva colpito. Lui, però, non sentiva il peso di questa situazione, anzi, dopo un sospiro ringraziò Dio per avergli dato la forza di compiere il suo dovere. Quelle parole rincuorarono i frati che smisero finalmente di piangere, in quel momento, ispirato da Dio, il Padre superiore porse a Francesco un sacco di iuta. Il santo, felice di essere libero da qualsiasi impedimento alzò le mani al celo per ringraziare Cristo.

 

A questo punto, Francesco si girò per baciare la Madre Terra, non riuscendoci pose le sue mani sul terreno a mo di ringraziamento e chiese ai frati di cantare, i monaci  per rispetto della sua volontà si alternarono tutti così da accompagnare il suo trapasso con un canto che giungesse fino all’alto dei cieli. Lui che li vedeva tristi, dispensava gesti di affetto, parlava di amore e compassione. Il “Cantico” risuonava senza sosta dalla capanna per tutto il bosco, mentre uno dei monaci cantava, gli altri piangevano in modo inconsolabile, Francesco, allora, pose le sue mani sulla testa di ognuno di essi e disse: “Addio figli miei, vivete nel timore del Signore e conservatevi in esso sempre! E poiché si avvicina l’ora della prova e della tribolazione, beati quelli che persevereranno in ciò che hanno intrapreso! Io infatti mi affretto verso Dio e vi affido tutti alla sua grazia”.

 

Benedisse loro, tutti quelli che vivevano in quel momento e quelli che sarebbero arrivati dopo fino alla fine dei secoli. Prima che spirasse, arrivò Donna Jacona, Francesco le chiese quei biscotti che gli avevano permesso di superare la malattia a Roma, ma la donna senza che gli fosse stato chiesto aveva già provveduto. Francesco insieme ai monaci mangiò quei dolci saporiti, poi chiamò il medico e gli disse: “Su, frate medico, dimmi pure che è prossima la morte, la quale sarà per me la porta della vita!”. Chiunque sarebbe stato spaventato, ma lui no, sentiva arrivare  la sorella morte e la invocava, negli ultimi istanti chiese agli amici di spargere in onore della morte cenere e polvere sul suo corpo, poi disse: “Con la mia voce invoco il Signore” ed è spirato.