Gli animali vanno in paradiso? Cosa dicono il Papa e la Chiesa

Gli animali vanno in paradiso? Su quale sia il loro destino dopo la morte, il dibattito è aperto. Cosa dice la Chiesa Cattolica?

Gesù animali paradiso
Gli animali vanno in paradiso? (Photo web source)

La risposta non è di semplice risoluzione, ma la Chiesa chiarisce alcuni punti a riguardo.

Se anche gli animali vadano in paradiso è una questione che la Chiesa nel tempo si è posta, dando anche notevoli aperture. Questo in merito al fatto che un giorno, tutto il creato redento venga rinnovato in “nuovi cieli e nuova terra” (Ap 21,1).

Cosa dice la teologia: gli animali vanno in paradiso?

Alla domanda postagli in merito, rispondeva così il teologo padre Luigi Lorenzetti in una rubrica di Famiglia Cristiana: «Sappiamo per fede che anche la creazione sarà trasformata all’avvento definitivo del regno di Dio. Scrive l’apostolo Paolo che “la creazione attende con ansia la manifestazione dei figli di Dio… La creazione stessa sarà un giorno liberata dalla servitù della corruzione… Fino a ora la creazione tutta geme e soffre le doglie del parto” (Romani 8,19.22)».

Continuava il teologo Luigi Lorenzetti: «…La realtà futura è annuncio di piena armonia e riconciliazione che riguardano non solo l’uomo e la comunità degli uomini, ma anche il regno animale e l’ambiente naturale. Il compito terreno è quello di realizzare qui e ora una qualche anticipazione di quello che sarà in pienezza nell’ultimo giorno».

Gli animali vanno in paradiso? Cosa dice il Papa

Papa Francesco, sulla questione, ha aperto moltissimo alla prospettiva che gli animali vadano in paradiso: “Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo“, aveva detto in un’udienza.

Anche Giovanni Paolo II aveva affermato che non solo l’essere umano, ma anche gli animali avessero un “soffio divino”.

Più cauto si era dimostrato Benedetto XVI che, tenendo  una linea più tradizionale, aveva ribadito la posizione più classica della Chiesa, per cui: “mentre nelle altre creature, che non sono chiamate all’eternità, la morte significa soltanto la fine dell’esistenza sulla terra, in noi il peccato crea una voragine che rischia di inghiottirci per sempre, se il Padre che è nei cieli non ci tende la sua mano“.

Così invece si era espresso a riguardo Paolo VI: “Anche gli animali sono creature di Dio, che nella loro muta sofferenza sono un segno dell’impronta universale del peccato e dell’universale attesa della redenzione”.

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Il segno lasciato da Carlo Acutis

Carlo Acutis (Londra, 3 maggio 1991 – Monza, 12 ottobre 2006) è stato beatificato il 10 ottobre scorso. Stroncato a soli 15 anni da una leucemia, è il probabile futuro Patrono di internet e definito dai più “influencer di Dio”. Tra i vari memoriali che ci ha lasciato, c’è anche un segno importante in merito.

Il 15 agosto i suoi fan scrivevano su Facebook: «Questa notte, nella solennità della Santissima Vergine Maria Assunta, Carlo è venuto a prendersi la sua cagnolina Briciola di quasi 17 anni. Ora corre e gioca anche lei nei meravigliosi giardini del Paradiso assieme agli altri animali di Carlo che l’hanno preceduta». La mamma di Carlo, Antonia Salzano, spiegava al Corriere della Sera in un’intervista questa strana affermazione il giorno dell’Assunzione: «Prima che ci lasciasse, gli dissi: se in cielo troverai i nostri amici a quattro zampe, compari con Billy, il cane della mia infanzia. Lui non lo conosceva. Un giorno zia Gioia, ignara del nostro accordo, mi telefonò: “Stanotte in sogno ho visto Carlo. Teneva fra le braccia Billy”».

Il varco a tale prospettiva è aperto, quasi da intravederne una risposta più certa. Che quel “soffio divino” nei nostri amici animali non sia ancor più vivo, “eterno”, e quindi ancor più da amare e rispettare?

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