Gli abusi delle lobby Lgtb

Gli abusi delle lobby Lgtb
Transgender

Gli abusi delle lobby Lgtb sono, ormai, all’ordine del giorno. Questi gruppi, col pretesto di chiedere dei diritti negati agli omosessuali (non capiamo quali), stanno cercando di insinuarsi in ogni ambito sociale e nella mente di chiunque, per diffondere una loro cultura, quella di chi vuole sostituirsi al Creatore e pretende di cambiare la natura biologica degli esseri umani, nati maschi o femmine.

Se quello che è accaduto a Toronto qualche anno fa, poteva essere considerato una storia singolare, oggi, pare del tutto lecita, in molte Nazioni, come il Canada.
In una scuola cattolica, il Preside dell’Istituto ha chiesto a tutti gli insegnanti di trattare un bambino, come se fosse una bambina, sotto le insistenze della madre omosessuale che, dunque, vive con un’altra donna!
Incredibile a credersi, ma il bambino in questione è stato, così, messo in grado di usare il bagno e gli spogliatoi delle bambine.

All’epoca, fu l’Associazione Peace (Public Educational Advocates for Christian Equity), che diede la notizia, secondo la testimonianza di un’altra mamma, di una delle bambine della stessa scuola.
La verità sulla questione parve, ed è, un cumulo di abusi di tutto rilievo, nei confronti delle bambine -nate biologicamente tali- e della loro privacy, nei luoghi in cui si cambiavano o esplicavano i propri bisogni fisiologici.

La questione, infatti, provocò molte preoccupazioni, tra tutte le altre madri, per l’estremo disagio e per la confusione che poteva generare tra i piccoli.
Le due donne omosessuali, genitori del/della bambino/a in questione, però, si erano appellate a due leggi, valide nella provincia canadese, sull’identità di genere.
Il non accettarle avrebbe generato delle disquisizioni morali, nel Canada del XXI secolo, che sarebbero apparse come atti discriminatori e omofobi.

Noi, invece, lo definiremmo un ricatto morale, in quanto aveva anche sancito delle punizioni, per chi -tra alunni e insegnanti- avesse trattato il piccolo come un maschio.
Ma dell’effetto di tutto questo “trambusto” sulla psiche del piccolo/a nessuno si è preoccupato?

Antonella Sanicanti