Vangelo del 14 maggio 2026: il comandamento dell’amore e la gioia piena

“Rimanete nel mio amore”. In questo 14 maggio, la liturgia ci invita a scoprire il segreto della vera gioia. Don Luigi Maria Epicoco ci guida a comprendere come il passaggio dalla servitù all’amicizia con Dio sia la chiave per dare un senso nuovo alla nostra vita.

Gesù seduto su un prato, parla ai discepoli
Vangelo 14 maggio 2026-lalucedimaria.it

Le parole del Vangelo di questo 14 maggio toccano il cuore del cristianesimo: non siamo più esecutori di leggi, ma amici scelti da Dio. Gesù ci consegna il Suo comandamento non come un peso, ma come la via per raggiungere una gioia che sia “piena”.

Il commento di Don Luigi Maria Epicoco ci aiuta a riflettere su questa straordinaria trasformazione interiore: la fede non è l’obbedienza cieca di un servo che non sa cosa fa il suo padrone, ma la risposta libera di chi si sente amato per primo. Oggi siamo chiamati a smettere di sentirci succubi delle circostanze e a iniziare a vivere da protagonisti, consapevoli che solo lasciandoci amare e amando a nostra volta, la nostra vita può finalmente portare un frutto che rimane per l’eternità.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17)

Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati.  Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. 

Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l’ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri.

Commento al Vangelo di don Luigi Maria Epicoco

“Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi”.

Don Luigi Maria Epicoco
Don Luigi Maria Epicoco -lalucedimaria.it

Questa è la trasformazione che il cristianesimo opera nella nostra vita. Da una vita da servi, passiamo a una vita d’amici. E come può accadere ciò? Accade perché i servi sono servi perché non sanno per ciò per cui vivono. Gli amici invece si.

La nostra vita diventa vita di protagonisti e non più di esecutori infelici e insoddisfatti quando abbiamo chiaro il motivo per cui stiamo vivendo. E in che cosa consiste questo motivo? L’amore. E che cos’è l’amore? Fondamentalmente due cose ci spiega Giovanni: “In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati“.

E poi ancora l’amore consiste in questo: “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”. Quindi se tu vivi la tua vita “per amore” avrai una vita riscattata, diversa, non più servile. Perché è la vita di chi si lascia amare e di chi comprende che solo amando avrà una vita carica di significato.

Nessun altro motivo ci rende significativi come quando ci lasciamo amare e tentiamo di amare a nostra volta. E’ come se Gesù oggi ci dicesse: “Vi comando un’unica cosa, smettete di vivere di comandi e cominciate a vivere per amore, e io vi prometto che non vi sentirete più succubi”.